UE: in Italia ci sono 68 discariche abusive. Record nel Sud

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Agenpress. Dagli ultimi dati ufficiali acquisiti presso la Commissione Ue, aggiornati a dicembre 2017, in Italia ci sono ancora 68 discariche abusive da bonificare o da chiudere in riferimento alla sentenza C-196/13 sancita dalla Corte di giustizia europea nel 2014.

 

Per queste discariche, che costituiscono un grave rischio per la salute umana e l’ambiente, l’Italia e di conseguenza i cittadini stanno pagando centinaia di milioni di euro di multa considerato che vengono conteggiati 200mila euro di sanzioni ogni sei mesi per le discariche non contenenti rifiuti pericolosi e 400mila euro ogni sei mesi per le discariche con rifiuti pericolosi.

 

Delle 68 discariche abusive e irregolari, 48 si trovano nelle regioni del Sud.

La situazione nelle singole regioni è la seguente: 21 discariche sono in Calabria, 12 in Abruzzo, 9 in Campania, 8 in Sicilia, 6 in Puglia, 6 in Veneto, 5 in Lazio e 1 nelle Marche.

I comuni, e tra parentesi le località, dove si trovano le 68 discariche sono i seguenti:

 

Calabria, 21 discariche: Acquaro (Carrà); Amantea (Grassullo); Belmonte Calabro (S. Caterina); Belmonte Calabro (Manche); Colosimi (Colle Fratantonio); Longobardi (Tremoli Tosto); Mormanno (Ombrele); Pietrapaola (Camigliano); Sangineto (Timpa di Civita); Tortora (Sicilione); Verbicaro (Acqua dei Bagni); Badolato (S. Marini); Davoli (Vasi); Magisano (Finoieri); Martirano (Ponte del Soldato); Reggio Calabria (Calderiti); Petronà (Pantano Grande); Sellia (Aria); Taverna (Terrazzo); Joppolo (Colantoni); Pizzo (Marinella); Sana (Calogero Papaleo).

 

Abruzzo, 12 discariche: Castel di Sangro (Pera Papera-Le Pretare); Bellante (S. Arcangelo Bellante); Pizzoli (Caprarecci); Balsorano (Ricoppi); Casalbordino (S. Gregorio); Celenza sul Trigno (Difesa); Cepagatti (Contrada Aurora); Lama dei Peligni (Cieco); Penne (Colle Freddo); S. Valentino in Abruzzo-Citeriore (Il Fossato); Vasto (Vallone Maltempo); Vasto (Lota).

 

Campania, 9 discariche, tra cui una mai identificata dalle autorità italiane che contiene rifiuti pericolosi): Benevento (V. Ponte Valentino); Pesco Sannita-Bn (Lame); Puglianello-Bn (Marrucaro); San Lupo-Bn (Defenzola); Sant’Arcangelo Trimonte-Bn (Pianella Nocecchia); Tocco Caudio-Bn (Paudone); Andretta-Av (Frascineto); Sant’Arsenio-Sa (Difese); Pagani-Sa (Torretta). 

 

Sicilia, 8 discariche: Cammarata (Contrada S. Martino); Siculiana (Contrada Scalilli); Leonforte (Contrada Tumminella); Augusta (Campo sportivo); Paternò (Contrada Petulenti); Monreale (Contrada Zabbia); Mistretta (Contrada Muricello); Cerda (Contrada Caccione);

Puglia, 6 discariche: Ascoli Satriano (Mezzana La Terra); Lesina (Pontone-Coppa Faccio Olive); Binetto (Pezze di Campo); Sannicandro di Bari (Pesco Rosso); S. Pietro Vernotico (Manciandare); Santeramo in Colle (Monte Freddo).

Veneto, 6 discariche: Chioggia (Borgo S. Giovanni); Mira (V. Teramo); Salzano (S. Elena di Robegano); Venezia (Malcontenta); Venezia (Area Miatello); Venezia (Moranzani B.).

Lazio, 5 discariche: Oriolo Romano (Ara S. Baccano); Riano (Piana Perina, contiene rifiuti pericolosi); Trevi nel Lazio (Casette Caponi); Trevi nel Lazio (Carpineto); Villa Latina (Camponi).

 

Marche, 1 discarica: Ascoli Piceno (SGL Carbon, contiene rifiuti pericolosi).

 

“La situazione delle discariche abusive continua ad essere preoccupante e inaccettabile – ha commentato l’eurodeputato del M5S Pedicini -. E’ assurdo che dopo quattro anni dalla sentenza della Corte di giustizia e dopo il continuo pagamento di multe milionarie alla Ue, in Italia ci siano ancora 68 discariche abusive da regolarizzare, di cui ben 48 nelle regioni del Sud. Se siamo a questo punto, non possiamo non denunciare i ritardi e le incapacità nell’affrontare l’emergenza da parte del governo nazionale e delle Regioni.

 

Fermo restando – ha aggiunto l’eurodeputato – che a marzo 2017 il governo Gentiloni ha nominato il generale dei carabinieri Giuseppe Vadalà commissario straordinario per realizzare gli interventi di messa in sicurezza e di messa a norma delle discariche abusive, sono gravi le responsabilità politiche che si sono susseguite nel corso degli anni. In particolare, perché sono più di una le procedure sanzionatorie della Ue che riguardano l’Italia e poi perché per decenni il tema discariche abusive e gestione dei rifiuti nelle regioni del Sud è stato ignorato, mal gestito e spesso lasciato nelle mani della malavita e dei faccendieri politici e imprenditoriali che hanno fatto affari e traffici sporchi sulla pelle dei cittadini“.