Alitalia: Urso (FdI), una mina a scoppio ritardato

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Agenpress. “Il decreto di proroga dei tempi di vendita di Alitalia è una mina a scoppio ritardato lasciata al prossimo Governo, perché di fatto avalla l’accusa di aiuti di Stato che è già stata avanzata dalla Commissione con l’apertura di una indagine per infrazione delle regole europee”.

È quanto ha rilevato il Sen. Adolfo Urso, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Speciale del Senato, che ha cominciato l’esame del decreto “ad un anno esatto dalla nomina dei commissari che avrebbero dovuto creare le condizioni per la cessione della azienda. Anche per questo, riteniamo necessario un esame approfondito del decreto e l’audizione dei commissari”.
“Il decreto, infatti, ha aggiunto Urso, proroga al 15 dicembre del 2018, cioè di altri sei mesi, la durata del finanziamento di 900 milioni di euro, nelle more della esecuzione della procedura della amministrazione straordinaria. Questa è proprio l’accusa che ci è stata già mossa dalla Commissione ed alla quale con questo decreto sarà impossibile sfuggire. È infatti noto che i prestiti non possono superare la durata massima di sei mesi prevista negli orientamenti per i prestiti di salvataggio, mentre con questo provvedimento si supera ogni ragionevole limite a fronte peraltro di una gestione che sinora non ha affatto ridotto i costi di gestione. Sembra, anzi, che sia aumentata la perdita di esercizio rispetto persino alla gestione Etihad”.
“Si sono ridotti i voli e i passeggeri a fronte di costi che restano inalterati, ben più alti rispetto a quelli di altre compagnie del medesimo livello.
In questo modo, avremo – ha concluso Urso – oltre il danno di una Alitalia che perde ogni giorno valore anche la beffa di una costosa infrazione europea”.