Ue. “Italia ultima per crescita”. Moscovici. “Sforzi strutturali pari a zero”

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Agenpress – “Gli sforzi strutturali fatti dall’Italia per il 2018 sono pari a zero, questi sono fatti che emergono dalle nostre previsioni e possiamo anche trarne delle conclusioni in termini di sorveglianza dei conti ma non è una lezione da trarre oggi, ne parleremo nel pacchetto di primavera del 23 maggio”.

Lo ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici rispondendo a chi gli chiedeva se l’Italia avesse fatto lo sforzo di 0,3% che la Ue aveva chiesto al Governo.

“Non faccio commenti sulla politica italiana», ma «mantengo la speranza che resti un Paese al centro della zona euro e che continui a rispettare le regole che tutti abbiamo concordato”.

La Commissione Ue nelle previsioni economiche di primavera nel capitolo dedicato all’Italia, afferma che l’incertezza politica italiana “è diventata più pronunciata e, se prolungata, potrebbe rendere i mercati più volatili e influenzare il sentiment economico e i premi al rischio”.

“I rischi per le prospettive di crescita” dell’Italia “sono diventati più orientati verso il basso”. D’altra parte, segnala l’esecutivo europeo, “la ripresa guidata dagli investimenti potrebbe dare impulso alla produttività, ed eventualmente alla crescita del Pil, più del previsto”.

Riguardo al Pil, quest’anno è previsto per l’Italia un +1,5% e l’anno prossimo invece ci sarà un piccolo calo all’1,2%. Si tratta però della crescita più bassa di tutta la Ue a pari livello con quella del Regno Unito anche se il governo italiano invece stima una crescita dell’1,5% quest’anno e dell’1,4% l’anno prossimo. Le prospettive di crescita dell’Unione Europea e della zona euro sono “più esposte a rischi di revisione al ribasso”, rispetto a quanto stimato in autunno, ha detto la Commissione europea nelle sue previsioni.

Il deficit cala. Nel 2018, “presupponendo che non ci saranno ulteriori cambiamenti di politiche”, il deficit italiano scenderà a 1,7%, sostenuto dalla crescita economica e da alcune misure contenute nel bilancio 2018″. E resterà a 1,7% anche nel 2019, sempre se non ci saranno cambiamenti di policy ed escludendo le clausole sull’aumento dell’Iva.

Ma nel 2018, avverte la Commissione, non ci sarà alcuna correzione del deficit in termini strutturali. Secondo gli impegni assunti con Bruxelles, l’Italia deve garantire una correzione del deficit in termini strutturali quest’anno pari allo 0,3% del Pil (5,3 miliardi). Secondo i dati tendenziali del governo il deficit, in termini strutturali, passerebbe dall’1,1% nel 2017 all’1% nel 2018 e allo 0,4% nel 2019. La Commissione non dà alcuna indicazione sull’eventuale manovra correttiva che dovrebbe prendere l’Italia perché non c’è ancora un nuovo governo.