Governo. Nessun accordo nel centrodestra, restano distanze tra Berlusconi e Salvini

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Agenpress – Restano infatti le distanze tra il leader della Lega e quello di Forza Italia: meglio il voto che un governo del presidente, avrebbe detto Salvini a Berlusconi, che invece vuole Forza Italia dentro il governo ed esclude qualsiasi appoggio esterno.

Non sarebbe infatti sostenibile, per Salvini, l’idea di Berlusconi di appoggiare un governo del presidente nell’attesa di creare in Parlamento le condizioni per la nascita di un esecutivo di centrodestra. Se l’accordo con Di Maio si facesse, ipotizzano nel centrodestra, si potrebbero chiedere un premier come Giancarlo Giorgetti, e Salvini si farebbe garante dell’alleato. Se non si arrivasse a un governo politico, “che dia garanzie al sistema Paese”, per il leader della Lega sarebbe preferibile tornare in tempi rapidi al voto.

Matteo Salvini avrebbe ribadito anche a Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni l’apprezzamento fatto trapelare in giornata per le dichiarazioni di Luigi Di Maio che, dopo settimane di trattativa, ha fatto l’atteso passo indietro rispetto le sue ambizioni sulla premiership e ha tenuto aperta la porta di un governo politico con la Lega. Un’ipotesi, quest’ultima, per la quale il segretario leghista non avrebbe nascosto di propendere ma che ha come conditio sine qua non – posta dai pentastellati – che Forza Italia stia fuori dall’esecutivo o al massimo dia un appoggio esterno. Eventualita’ che Berlusconi ha ribadito di osteggiare. Salvini avrebbe poi anche confermato il suo ‘no’ a un governo del presidente, spiegando che per la Lega l’unica alternativa al governo coi 5 stelle sarebbe tornare a votare. Le tesi del leghista non avrebbero pero’ ancora convinto il presidente di Forza Italia, scettico rispetto all’ipotesi di dare il via libera a un governo coi 5 stelle e contrario ad andare al voto. Nel campo azzurro si sarebbero, invece, abbassate negli ultimi giorni le quotazioni sull’ipotesi di un governo del presidente: scenario che Berlusconi non avrebbe osteggiato fin dal 5 marzo. Ma che avrebbe perso consensi nel momento in cui il leader leghista ha confermato la sua contrarietà’ e quindi un’eventuale adesione di FI avrebbe comportato una spaccatura del centrodestra. La linea espressa da Meloni, fin dall’inizio delle trattative, e’ quella di chiedere un incarico di governo per una figura indicata dal centrodestra che parta dal programma della coalizione.

Berlusconi resta da parte sua totalmente contrario ai diktat di Di Maio: andiamo al Colle a invocare l’incarico a un premier del centrodestra, continua a chiedere. E se Mattarella proponesse un governo del presidente, sostengono fonti di FI, Berlusconi sarebbe disponibile, pur di tenere unito il centrodestra, a dire no e accettare il ritorno alle urne.