Governo M5S-Lega. Zagrebelsky. Non è un contratto ma accordo di potere. Superficialità di problemi

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Agenpress – Quello fatto dal M5S e Lega “non è un contratto ma un accordo per andare insieme al governo. Insomma, un patto di potere, sia pure per fare cose insieme. Niente di male. Ma chiamarlo contratto è cosa vana e serve solo a dare l’idea di un vincolo giuridico che non può esistere”.

E’ quanto dice del presidente emerito della Consulta Gustavo Zagrebelsky, in una intervista a  Repubblica, secondo il quale “si sta configurando un governo a composizione e contenuti predeterminati, totalmente estranei al Parlamento e al presidente della Repubblica. Il quale rischia di trovarsi con le spalle al muro per effetto di un ‘contratto’ firmato davanti al notaio. Eppure, la nomina del governo spetta a lui. Lui non è un notaio che asseconda muto”.

Quanto al “comitato di conciliazione”, osserva, è “cosa piuttosto innocua se rimane nella dinamica dei rapporti politici tra i ‘contraenti’. Cosa pericolosissima, anzi anticostituzionale, se dalle decisioni di tale comitato si volessero far derivare obblighi di comportamento nelle sedi istituzionali, del presidente del Consiglio, dei ministri, dei parlamentari”.

Zagrebelesky si dice poi “colpito dalla superficialità con la quale si trattano i problemi della sicurezza. Dall’insieme, emerge uno Stato dal volto spietato verso i deboli e ‘i diversi'”, dall’autodifesa all’uso del Taser”, fino alle misure contro l’immigrazione clandestina: il presidente della Repubblica avrebbe motivo di intervenire, “contro involuzioni che travolgono traguardi di civiltà faticosamente raggiunti”.