Ustica. Cassazione. Lo Stato deve risarcire Itavia, la compagnia aerea fallita dopo la strage

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Agenpress – Il ministero della Difesa e quello delle Infrastrutture devono risarcire la compagnia aerea Itavia, fallita dopo l’ abbattimento del suo Dc9, nel mare di Ustica il 27 giugno 1980,con 81 vittime. Sull’entità dei risarcimenti a Itavia per il disastro aereo, dovrà ora pronunciarsi in via definitiva la terza sezione civile della Cassazione, che ha dichiarato  inammissibile il ricorso dei ministeri contro la sentenza della Corte d’Appello di Roma nel 2013. Il risarcimento è dovuto per “omessa attività di controllo e sorveglianza della complessa e pericolosa situazione creatasi nei cieli di Ustica”, “senza che fossero adottate misure idonee a evitare l’evento”.

Con la sentenza depositata oggi, le sezioni unite civili hanno “bocciato” il ricorso dei due dicasteri nel punto in cui contestavano il risarcimento accordato a Itavia: “La sentenza della Corte d’appello, ricostruiti i dati disponibili, ha innanzitutto valutato quale sia l’ipotesi della causa del sinistro che riceve il supporto relativamente maggiore, individuandola nell’esplosione esterna dovuta a missile lanciato da altro aereo – scrive la Cassazione – e ha poi rilevato che la responsabilità dei ministeri convenuti deriva dall’omessa attività di controllo e sorveglianza della complessa e pericolosa situazione venutasi a creare nei cieli di Ustica, imposta da specifiche norme e non esclusa da fattori eccezioni o imprevedibili, che ha reso possibile la penetrazione nello spazio aereo italiano e l’occupazione dell’aerovia assegnata a Itavia da parte di aeromobili da guerra non autorizzati e non identificati, senza che fossero adottate misure idonee per evitare l’evento”.

Se i ministeri “avessero adottato le condotte loro imposte dagli specifici obblighi di legge, l ’evento non si sarebbe verificato”, osserva la Corte, poiché “attraverso un’adeguata sorveglianza della situazione dei cieli sarebbe stato possibile percepire la presenza di altri aerei lungo la rotta del Dc9 e, quindi, adottare misure idonee a prevenire l’incidente, ad esempio non autorizzando il decollo, assegnando altra rotta, avvertendo il pilota della necessità di cambiare rotta o di atterrare onde sottrarsi ai pericoli connessi alla presenza di aerei militari o, infine, intercettando l’aereo ostile con aerei militari italiani”.