Boccia (Confindustria). No a passi indietro su TAV ed Ilva. La democrazia ha bisogno di leader competenti

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Agenpress – “Occorre superare il blocco ideologico sull’Ilva e la Tav, su industria e infrastrutture, avverte Vincenzo Boccia,  il leader degli industriali, chiedendo di non fare passi indietro sulle infrastrutture “a partire dal terzo valico, dalla Tav e dal Tap”.

Sulla Torino-Lione “l’Italia si è battuta con vigore”. Si rischia “isolamento”, “una enorme perdita di credibilità”: sono infrastrutture che “portano lavoro, democrazia, commercio, crescita”. E sottolinea: in Cina, in Usa “si parla di produrre più acciaio mentre da noi si vuole chiudere l’Ilva”.
Appello di Bocca a “cambiare senza distruggere”, perché “non ci può essere una politica forte senza economia forte” anzi “se la politica pensa di essere forte creando le condizioni per indebolire l’economia lavora contro se stessa”. Non può passare l’idea che “ad ogni cambio di maggioranza politica si torna indietro su scelte strategiche”.

Riguardo all’Europa, Boccia afferma che “è imprescindibile”, è “la nostra casa comune”. sottolinrando che l’Italia “deve far sentire la sua voce a Bruxelles” e “difendere gli interessi” propri, ma per farlo “diciamo forte e chiaro che c’è un aspetto sul quale non arretriamo e rivendichiamo una posizione di parte: si tratta dell’Europa”. Così come sull’euro. Dunque, l’Italia “deve sentirsi a pieno titolo parte del gruppo di testa di questa Europa, che va cambiata, sì, ma dal di dentro”.

“Non è più tempo di inflazione e il nostro nemico rimane il debito pubblico” sottolinea ancora Boccia.  “2.300 miliardi di euro che ci costano oggi 63 miliardi all’anno per pagare gli interessi e che domani ci potrebbero costare di più, una volta che verranno meno le misure di sostegno della Bce”. Per questo, chiede Confindustria, “occorre una politica che rassicuri sulla graduale riduzione del debito pubblico, creando le condizioni per la crescita e la creazione di lavoro, vera missione Paese”.

Boccia parla anche di governo e di programma elettorale.  “C’è differenza tra il modo di fare di chi ha bisogno di raccogliere il consenso tutto e subito, perché il suo orizzonte è corto e vive nella condizione di una perenne campagna elettorale, e di chi pensa invece alle generazioni future”.  La democrazia ha “bisogno di competenze”, “ha bisogno di leader che sappiano scegliere, assumere responsabilità e avere sempre chiaro l’interesse nazionale”