Il caos e l’ingiustizia

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Agenpress. Mentre nelle istituzioni politiche regna il  Caos, che certamente solleticherà l’interesse degli storici degli anni futuri mentre in noi genera solo preoccupazione, i funzionari e i dirigenti non elettivi né eletti continuano ad avocare decisioni fondamentali nella struttura ministeriale della IN-Giustizia provocando danni incommensurabili a migliaia di famiglie di magistrati onorari.

Perciò, mentre i magistrati onorari con abnegazione e spirito di servizio continuano a tenere udienza anche dentro roventi tende come quelle allestite nei pressi del tribunale di Bari, prive degli  impianti di aria condizionata, riservati solo ai colleghi “professionali”, i funzionari ministeriali comodamente seduti nei loro uffici hanno deciso di non dedicare più tempo a rimpinguare il fondo riservato al pagamento della magistratura onoraria, con la giustificazione risibile che il personale ministeriale a ciò adibito è insufficiente ad espletare anche tale incombenza.

Si verifica, infatti, un sistematico e non casuale dirottamento ad altri uffici su ogni livello, da quello centrale (Ministero) a quello territoriale (Corti di Appello, Ragionerie), di personale addetto alla lavorazione delle richieste di pagamento delle misere indennità dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari.

Tralasciando gli effetti nefasti, ormai incipienti, della riforma della magistratura onoraria firmata dal ministro uscente Orlando, la mancanza di un serio dialogo tra questi e la sua tecnostruttura con la componente onoraria della giustizia italiana, ossia, il 50 % di chi amministra la stessa, ha indotto i vari funzionari a ritenere del tutto secondarie le esigenze di sopravvivenza economica di chi mantiene in vita la funzione di tanti tribunali e procure ormai privi di organico giudicante e requirente.

Ciò determina il mancato deflusso dal fondo di bilancio ai funzionari di secondo livello delegati al pagamento con il conseguente deleterio effetto che i magistrati onorari da circa un anno ricevono la retribuzione circa tre mesi dopo averne fatto richiesta ma ciò che allarma maggiormente è il profilarsi non più di ritardi nei pagamenti ma di MANCATI PAGAMENTI.

La prospettiva è dunque di perdita della disponibilità dei fondi che comporterà ulteriore lavoro “gratis” da parte dei magistrati onorari.

Rispondono alcuni funzionari, ormai privi del controllo di una compagine governativa (ir-)responsabile politicamente, alzando le spalle e adducendo la mancanza di un vero diritto ad una prestazione economica della magistratura onoraria, in assenza di contratto, del resto, chi il contratto lo ha, perché dovrebbe preoccuparsi della sopravvivenza di una famiglia di magistrato onorario?

Ebbene, le scriventi associazioni informano che la misura è colma!

La mancanza o la indisponibilità di un referente politico in capo al ministero della IN-giustizia non può giustificare condotte organizzative e dirigenziali che minino i diritti acquisiti di soggetti che per legge esercitano funzioni essenziali per l’ordinamento giuridico e per quello stesso ministero e soprattutto per i cittadini italiani!

Chiediamo, dunque, con forza l’immediata e tempestiva riorganizzazione del sistema dei pagamenti a partire dal livello centrale, con l’avvertenza che in mancanza le scriventi associazioni saranno costrette a chiedere tutela presso le competenti Autorità e che i funzionari amministrativi responsabili saranno chiamati a rispondere personalmente dei danni erariali conseguenti alla malagestione degli uffici preposti al pagamento delle indennità dei magistrati onorari.

Nelle more, si proclama lo stato di agitazione e si preannunciano forme di protesta eclatanti su base nazionale.

Unione Nazionale Italiana Magistrati Onorari                     Confederazione Giudici di Pace