Camera. Delrio (PD) a Conte. Non faccia il pupazzo dei partiti. Ogni dittatore agisce in nome del popolo

1107

Agenpress – “Presidente Conte, prima studi, abbia l’umiltà di studiare: non venga qui a fare lezioni. Non é qui per concederci il privilegio di vederla osservare la Costituzione. Lei ha il dovere di rispettarla. E se vuole rispettare davvero la Costituzione, prenda quel programma che ha sul tavolo e lo riscriva, prenda la lista dei ministri e lo riscriva. Sono sconcertato: lei é espressione di un governo che nasce sull’inganno. Il nostro augurio é che non faccia il pupazzo dei partiti”. Lo ha detto Graziano Delrio (Pd) alla Camera.

Presidente Conte, lei si presenta dicendo che è l’avvocato degli italiani, come rappresentante del popolo contro le élite. Ha rivendicato di essere populista ma in nome del popolo in questo Paese sono stati commessi delitti orrendi, approvate leggi razziali, in Europa sono stati commessi genocidi. Tutti i grandi dittatori lo fanno in nome del popolo. Parlo della storia e non di voi”.

Solo i deputati di Pd e Forza Italia ed alcuni di Fratelli d’Italia, e nessuno di Lega e M5s, si sono alzati in piedi quando  Delrio ha ricordato alla Camera Piersanti Mattarella. L’ex ministro dei Trasporti lo ha fatto stigmatizzando l’esitazione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel ricordare il nome del fratello del Capo dello Stato assassinato dalla mafia. “Piersanti si chiamava, Piersanti!”, ha urlato, mentre i colleghi di Pd e Forza Italia si alzavano in piedi ad applaudire.

“E’ meschino strumentalizzare nomi di vittime di mafia per strappare applausi in questa Aula. Soprattutto se questa strumentalizzazione viene da chi, sotto interrogatorio, non ricordava nemmeno che i Grande Aracri fossero di Cutro: eppure ci andava a Cutro a fare la processione…”,  ha affermato il neo capogruppo M5s Francesco D’Uva riferendosi evidentemente all’intervento di Graziano Delrio, ex sindaco di Reggio Emilia a suo tempo sentito in Aula nel cosiddetto processo Aemilia contro la cosca Grande Aracri. Il riferimento di D’Uva è al fatto che Delrio venne chiamato a dare spiegazioni di una sua visita a Cutro in occasione di una processione per la festa del Santissimo Crocifisso.