Grandi opere. Gagliardi (FI). Interrogazione contro le scomposte dichiarazioni di Toninelli

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On.le Manuela Gagliardi (FI)

Agenpress – “Le scomposte dichiarazioni del neoministro pentastellato alle infrastrutture Danilo Toninelli e dei suoi compagni di partito gettano ombre inquietanti sulla volontà del nuovo governo di proseguire sulla strada essenziale delle grandi opere.” Così l’On. Manuela Gagliardi (FI) a seguito dell’interrogazione urgente al MIT, presentata insieme al collega Giorgio Mulè e agli altri parlamentari liguri, piemontesi, lombardi e veneti di Forza Italia sulle grandi opere infrastrutturali italiane.

“In particolare – ha proseguito la Gagliardi – le dichiarazioni di dubbio sul terzo valico, riguardanti improbabili valutazioni da effettuare sulla “valutazione costi/benefici” della stessa senza indicarne modalità, criteri o soggetti titolati ad effettuarla, lanciano pericolosi interrogativi sulla volontà di proseguimento dei lavori un’opera essenziale non solo alla Liguria e ai Liguri, ma a tutto il sistema paese. Il Ministro dovrebbe ricordarsi, ora che rappresenta non solo la Casaleggio associati ma tutta l’Italia – ha concluso la Gagliardi – che l’incertezza sul futuro delle opere del paese fa perdere credibilità all’Italia nel mondo, insieme a potenziali investitori per il paese. Chiarisca subito quali sono le grandi opere che il Governo vuole realizzare prima che i danni anche derivanti dalle sue parole, senza neppure pensare alla devastante ipotesi che possa passare davvero ai fatti, siano incalcolabili.”

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti – Per sapere – premesso che:

il 22 maggio 2018, nel corso della trasmissione televisiva L’aria che tira, il sen. Danilo Toninelli dichiarava testualmente: «Troppe grandi opere sono iniziate senza avere una valutazione. Noi di tutte le grandi opere, Ilva compresa, faremo una valutazione costi/benefici e se i costi supereranno i benefici per i cittadini dovremo valutare di cambiare idea rispetto ai governi precedenti. Questo è certo e lo promettiamo agli italiani»;

il 2 giugno successivo il Sole 24 Ore riportava a pag. 2 le seguenti parole del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli: «Le grandi opere vanno studiate e analizzate tutte, quello che è giusto lo faremo e quello che non è giusto no»;

il 4 giugno i parlamentari e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle del Veneto dichiaravano congiuntamente: «Nel contratto di governo c’è scritto chiaramente che tutte le grandi opere devono essere sottoposte a un’analisi costi/benefici: anche la Pedemontana e la Tav rientrano in questa analisi, come il Mose e le bonifiche di Marghera. Toninelli ispezionerà le grandi opere che verranno poi sottoposte all’analisi costi-benefici»;

l’11 gennaio 2018 l’agenzia ANSA riportava le parole di Luigi Di Maio, allora candidato premier e oggi Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico: «definanzieremo il Terzo Valico e pure la Gronda. Il terzo valico va messo da parte […] Se andremo al governo verrò a Genova a dire che il terzo valico non si fa più: i 6 miliardi dell’opera li investiremo nel trasporto pubblico locale»;

a proposito del cosiddetto Terzo Valico sul sito movimento5stelle.it il 16 marzo è stato pubblicato il post intitolato “Terzo Valico, Opera importante? Solo per le lobby” in cui i parlamentari 5 Stelle componenti delle Commissioni Trasporti sostenevano: «Il Terzo Valico è un’infrastruttura devastante per l’ambiente e le casse dello Stato che distruggerà il territorio. Per questo l’abbiamo inserita tra le grandi opere inutili da abolire dopo una preliminare analisi dei costi-benefici sia da un punto di vista ambientale che economico»;

il Contratto di governo, al capitolo 27 “Trasporti, infrastrutture e telecomunicazioni”, recita:  «La ferrovia dovrà essere in grado di rivestire nuovamente il ruolo di principale sistema di trasporto ad alta densità perché, attualmente; rappresenta l’unica soluzione di mobilità sostenibile per le medie e lunghe percorrenze, contribuendo ad alleviare i problemi di congestione dei pendolari, di sicurezza e di pressione ambientale», senza alcun altro riferimento alle grandi opere ad esclusione del Tav Torino-Lione;

il 5 giugno il sen. Mattia Crucioli del Movimento 5 Stelle, legale dei comitati contro il Terzo Valico, ha dichiarato in un’intervista al Secolo XIX: «Su Gronda e Terzo Valico il rapporto costo benefici sarà oggetto della valutazione del comitato di conciliazione. Se i costi, compreso l’abbandono di quello che si è già fatto, non giustificano i benefici, bisogna fermare le opere».

Se il Ministro possa fornire una lista dettagliata delle opere ritenute “inutili” e se possa in particolare confermare che il Governo ritenga il Terzo Valico una “infrastruttura devastante” e se questa opera sia già inserita tra quelle da abolire.

Se sia già a conoscenza dell’arco temporale in cui si procederà alla cosiddetta “valutazione costi/benefici” e, in attesa di tale valutazione, se il Ministro intenda adottare misure sospensive con riguardo agli appalti in essere.

Se il Governo intenda rivolgersi ad un soggetto esterno per le richiamate valutazioni e nel qual caso attraverso quali modalità e secondo quali criteri si intenda assegnare tale incarico.

Quali sono i criteri in base ai quale sarà valutato il rapporto costo/benefici per le opere in oggetto.