In Italia ci sono ancora preti che vanno a caccia. Appello Aidaa ai Vescovi

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Agenpress – In Italia esistono ancora una cinquantina di preti e sacerdoti che ogni domenica dopo aver confessato e comunicato i fedeli imbracciano il fucile e vanno a sparare nei boschi uccidendo creature indifese. Sono quasi tutti per la verità sacerdoti molto anziani, e complice l’età avanzata e in alcuni casi la dipartita per l’altro mondo il numero ogni anno va restringendosi sempre più, si è infatti passati dai circa 200 preti cacciatori che avevano la licenza una decina di anni fa agli attuali 40/45 preti cattolici che imbracciano il fucile.

Ci sono alcune macchiette vestite da prete che arrivano anche a celebrare messa, commettendo un vero e proprio sacrilegio, perché la stagione di caccia sia favorevole, anche se molti di loro negli ultimi anni sono impegnati a dire messe in suffragio dei cacciatori morti visto che ogni anno se ne ammazzano a decine e quasi sempre tra loro. Altri sono preti militari che hanno la passione e dimestichezza più con il moschetto che con il crocifisso. Ma tant’è anche quest’anno si riaprirà la stagione venatoria e da quanto abbiamo appreso il numero dei preti cacciatori fatta la tara di quelli che nel frattempo sono passati a miglior vita dovrebbe aggirarsi per il prossimo anno attorno alle 38/40 unità forse con l’arrivo anche di qualche nuova leva.

L’associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente – AIDAA per bocca del suo presidente stigmatizza ancora una volta questa pratica omicida ed invita i vescovi a far recedere i loro sacerdoti cacciatori da questa insana passione e lo fa con parole di fuoco.

“Io ho rispetto per l’abito talare- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- ma quando questo si macchia del sangue di animali innocenti o di altre vittime umane innocenti come le pratiche di pedofilia che purtroppo non sono cosi rare nell’ecclesia allora questo rispetto viene a mancare, e seppure con le dovute differenze io credo che chi abusa di innocenti e chi ammazza altri innocenti non umani sia indegno di vestire i sacri paramenti e predicare in nome di Dio che è amore e non certo un dio di violenza e omicidio siano queste rivolte a uomini o animali poco cambia almeno per noi”.