Migranti. Salvini blinda le coste italiane. Più investimenti in Libia

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Agenpress –  “Ci sono i libici, i tunisini, i maltesi, i francesi, gli spagnoli, i greci, le navi della forza europea Themis e spererei ci fossero anche quelle della Nato e quindi sono orgoglioso di quello che hanno fatto i nostri uomini della Marina e della Guardia costiera, però  una volta fatta chiarezza sul ruolo delle Ong, anche noi dovremo essere più attenti e vicini al nostro territorio, per cui chiederò ai colleghi di tenere i nostri uomini e le nostre navi più vicini alle nostre coste”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in colloqui con il Messaggero, il Mattino e il Giornale in cui annuncia più investimenti in Libia, una “collaborazione economica per investire in strade, infrastrutture, ospedali” – e manda un messaggio al presidente francese Emmanuel Macron: “Non capisco da che pulpito voglia fissare le elezioni”.

“Marina militare e Guardia costiera continueranno a salvare vite come hanno fatto meritoriamente fino a oggi, ma poi ragionerò coi ministri Toninelli e Trenta sul fatto che è giusto salvare vite, però non sta scritto sulla Bibbia che dobbiamo essere gli unici a girare per tutto il Mediterraneo”.

Salvini spiega di voler rivedere il sistema della cooperazione, “con interventi concreti attraverso fondazioni che lavorano con le università, penso all’esperienza di Letizia Moratti, o con le associazioni di categoria che si occupano di agricoltura o di infrastrutture da costruire”.

“Serraj ha chiesto all’Italia un intervento: io e il governo ci saremo. Andrò presto in Libia per parlare con lui. Un nostro intervento, con la Nato, è utile: per la lotta al terrorismo, ma anche per non parlare solo di migranti e barconi. Ma di economia e business, di cultura e politica”.

Salvini torna ad attaccare le Ong: “Mi pare che questi abbiano gettato la maschera. Non sono generosi, cristiani, che salvano il prossimo, ma nascondono precisi interessi economici. Sono finanziati direttamente da persone come Soros che non vuole aiutare i bambini che scappano, ma creare nuovi schiavi. Ecco perché continueremo a non far entrare le navi Ong e a dirottarle in altri Paesi”.

Quanto alle navi italiane, Il ministro vede “occasioni di sviluppo economico” per l’Italia. Il piano per l’Africa, prosegue, prevede anche centri di accoglienza in Libia, Nigeria, Costa d’Avorio, Tunisia, Libia ed Egitto, nelle zone di transito e di partenza: “Penso a un grande evento Africa-Europa sotto la bandiera della Ue”.