Vernissage “Territori intrecciati “: i flussi migratori tra arte e impatto urbano

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Agenpress. Si è tenuto oggi, presso la galleria Mizar di Roma, il vernissage della Mostra “Territori intrecciati” con opere degli artisti Michael Tsegaye e Engdaget Legesse, con la partecipazione di Monica Cembrola di “for Art Foundation” curatrice della mostra e di Paolo Crisafi, Dg di Assoimmobiliare che ha patrocinato l’evento.

Per la prima volta insieme a Roma, i due artisti etiopi raccontano, attraverso fotografie e dipinti, le impressioni di un continente in continuo e rapido cambiamento.

Due diversi punti di vista unificati dalla curatela di Monica Cembrola, grande appassionata di arte ed estetica, che dal 2015 si impegna, con la sua fondazione, a promuovere l’arte in tutte le sue forme, finanziando borse di studio per artisti in partenariato con l’Ecole Nationale des Beaux Arts di Parigi e con la collaborazione della Fine Art School di Addis Abeba.

L’arte come forza trasformativa, capace di promuovere profondo rinnovamento, non solo metaforico ma sociale, concreto, esistenziale. I due autori della mostra “Territori Intrecciati” ci regalano una costellazione di voci e immagini a testimonianza del potere rigenerativo dell’empatia.

Un vero e proprio story telling, secondo una linea di sguardo orizzontale quasi cinematografico. Attraverso un’alternanza tra foto e dipinti si dipana il racconto delle dinamiche della vita dei rifugiati e degli immigranti, quale l’esilio, il dislocamento, la discriminazione, il sogno, le tradizioni che si intrecciano.

Lo spettatore nel momento mimetico dell’apprendimento di queste opere, può sviluppare una prospettiva critica che include “empatia” come conoscenza sensuale: l’insopportabile è visto come se da un “terzo occhio”. La conoscenza è raggiunta costringendoci ad abbandonare la razionalità strumentale e tendendo verso una comprensione più sensuale che amalgama sentimenti e riflessione conoscitiva.

Monica Cembrola offre un’importante occasione di riflessione sulle scottanti questioni sociali della migrazione, della discriminazione e dei violenti cambiamenti urbanistici.

In tale contesto è stata ricordata, infine, la presentazione della ricerca elaborata da ULI “Migrazione di massa e Real Estate nelle città europee” del luglio 2017, testimonianza di quanto la tematica sia all’attenzione dell’Industria immobiliare per le ripercussioni che genera sui territori, ed in particolare sulle aree metropolitane.

L’attuale movimento di migranti, che si spostano attraverso l’Europa, infatti, ha un concreto impatto sia sulle città europee che sul settore immobiliare. L’insediamento dei migranti nelle città europee, sia temporaneo sia permanente, modificherà la fisionomia delle città e la percezione delle città da parte delle persone, andando a incidere sulle proprietà fondiarie e immobiliari. In concreto, esiste un’urgente necessità di risposte multisettoriali alle esigenze future – e certamente anche per cogliere le opportunità offerte dal settore immobiliare – delle nostre popolazioni urbane in costante evoluzione.

Nel corso dell’indagine, sono state individuate diverse sfide in risposta al nuovo panorama determinato dall’aumento della migrazione. Emergeva, nel contempo, la consapevolezza delle opportunità offerte in tale ambito e delle potenzialità per la creazione di modalità innovative in risposta a tali sfide. Tra le opportunità peculiari per l’innovazione nel contesto del settore immobiliare, si segnalano le seguenti:

  • Gli attuali e significativi flussi migratori creano un senso di urgenza che contribuisce a una trasformazione più rapida del settore immobiliare finalizzata a fornire risposte non solo alle attuali ma anche alle future richieste di utenti e locatari, quali una maggiore attenzione all’edilizia a uso misto e abitativo a prezzi accessibili, applicando, nel contempo, i principi di “buona” densità che, in caso contrario, avrebbe richiesto un numero maggiore di anni;
  • Innovazione nelle costruzioni, con particolare riferimento alla fornitura di alloggi a elevata densità, flessibili e a basso costo;
  • Maggiore capacità di risposta nei processi di pianificazione e apertura a nuovi approcci;
  • Opportunità di adattamento a un trend a lungo termine da parte di locatari e utenti che auspicano e necessitano di maggiore flessibilità;
  • Sviluppo di nuove conoscenze e capacità, in parallelo allo sviluppo del settore immobiliare come “servizio”.