Giornata Rifugiato-PRC: «Nessun rifugio per i rifugiati. Giornata sia momento di resistenza politica ed etica alla barbarie»

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Foto di repertorio

Agenpress –  «La Giornata mondiale del rifugiato che si celebra oggi sembra quest’anno quasi un gesto di scherno in relazione a quanto sta accadendo nel pianeta. Se da una parte il numero di persone costrette a fuggire dal proprio paese per guerre, dittature, persecuzioni, disastri ambientali, carestie, aumenta vertiginosamente, riversandosi soprattutto in paesi limitrofi e a volte in condizioni altrettanto critiche, il mondo  ricco risponde alzando barriere. Lo fanno gli Usa di Trump, inasprendo quanto già fatto dalle amministrazioni democratiche, lo fa l’Unione Europea, in cui si continuano ad innalzare frontiere verso l’esterno e fra i singoli Stati membri. Il governo Salvini, Di Maio, Conte, pur avendo apprezzato “l’opera meritoria” dell’ex ministro dell’Interno Minniti, intende chiudere ogni varco proponendo addirittura di rivedere le Convenzioni internazionali, pur di non trovarsi a dover accogliere poche decine di migliaia di persone. Un tema di distrazione di massa con cui la Lega aumenta i consensi in assenza di una reale e credibile opposizione di sinistra o progressista. La giornata diventa quindi un momento di resistenza politica ed etica rispetto alle barbarie, in cui si decide se stare dalla parte di chi sfrutta o da quella di chi è sfruttato, perseguitato, torturato.

Rifondazione Comunista non sarà mai complice del securitarismo nazionalista da chiunque sia gestito. Solo la rottura del divario fra nord e sud, la fine delle politiche di guerra, la redistribuzione delle risorse potranno permettere alle persone di decidere dove vivere. Fino ad allora, oltrepassare ogni frontiera sarà un diritto da difendere ad ogni costo».

Lo hanno dihciarato Maurizio Acerbo e Stefano Galieni, segretario nazionale e responsabile Immigrazione di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea.