Pastorino “LeU”: Caso giornalisti fermati. “Interrogazione al Ministro dell’Interno, limitata libertà di stampa”

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Agenpress. Il 13 giugno scorso, è accaduto un fatto molto grave. Tre giornalisti sono stati fermati dalla Guardia di Finanza di Bolzano, Matteo Indice (La Stampa), Ferruccio Sansa (Fatto Quotidiano), Marco Preve (Repubblica) e trattenuti in caserma, interrogati (senza possibilità di essere accompagnati da un avvocato) su alcuni articoli di giornali riguardanti i flussi finanziari della Lega Nord.

Le dinamiche poco chiare, mi hanno spinto a fare un’interrogazione al Ministro dell’Interno, per capire la sua posizione al riguardo. Viviamo in un mondo dove le libertà si assottigliano o si imbavagliano. Viviamo in un mondo dove i diritti conquistati dopo anni di lotte si sgretolano. Perché se si mette in discussione la libertà di stampa, si mette in discussione la democrazia”.

Interrogazione

Al Ministro dell’interno – Per sapere – premesso che:

la mattina di mercoledì 13 giugno tre giornalisti, Matteo Indice del La Stampa, Ferruccio Sansa de Il Fatto Quotidiano e Marco Preve di Repubblica, sono stati fermati dalla Guardia di finanza di Bolzano e trattenuti presso la relativa caserma per rispondere a domande riguardanti alcuni articoli di giornale inerenti l’indagine della procura di Genova su presunti flussi finanziari della Lega;

i cronisti, che si trovavano davanti a una delle sedi principali della Sparkasse (Cassa di risparmio di Bolzano), sono stati prima avvicinati da alcuni agenti che hanno chiesto loro di non entrare nell’edificio poiché era in corso un’operazione e successivamente sono stati condotti in caserma, dove hanno sostenuto un interrogatorio di oltre tre ore durante il quale sono state chieste loro delucidazioni dettagliate sulla loro presenza nella città e sugli articoli che avevano pubblicato la stessa mattina. Nello specifico sono stati interrogati come testimoni in un’indagine per violazione del segreto istruttorio, dunque senza diritto ad essere assistiti da un avvocato e senza la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere;

tuttavia, se a rappresentare una violazione del segreto istruttorio erano i tre articoli pubblicati nella mattina del 13 giugno non è chiaro come mai siano stati coinvolti solo i tre cronisti che si trovavano di fronte alla Sparkasse e non anche gli altri tre giornalisti con cui sono stati redatti gli articoli, l’impressione, anche in base a quanto sostenuto dagli stessi giornalisti, è che non sia stata gradita la loro presenza sul luogo quasi rappresentasse un comportamento non regolare,

l’episodio immediatamente condannato dalla Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi) è stato descritto dalla stessa come un “tentativo di imbavagliare l’informazione e imbrigliare la libertà di stampa”, chiaramente difesa dalla Costituzione che al secondo comma dell’articolo 21 sancisce: “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”-:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti indicati in premessa e quale sia la sua posizione sull’accaduto;

quali ulteriori informazioni possano essere fornite dal suo Ministero relativamente all’evento del 13 giugno per chiarire quanto avvenuto e se sia nelle sue intenzioni evitare che in futuro si ripetano atti di intimidazione nei confronti dei giornalisti impegnati nella loro attività di informazione.

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Luca Pastorino