Sudan. Annullata la condanna a morte per Noura Hussein, la sposa bambina

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Agenpress – Noura Hussein, la sposa bambina condannata a morte in Sudan per aver ucciso il marito violento, non sarà giustiziata, ma dovrà comunque scontare una condanna a cinque anni di carcere, di cui 10 mesi già scontati. Noura è in carcere dal 3 agosto del 2017.

A dare l’annuncio Antonella Napoli, presidente di Italians for Darfur, organizzazione che ha raccolto un milione e 400 mila firme in calce ad un appello per salvare la giovane, che rischiava l’impiccagione.

“Siamo felici che la sua vita sia salva  ci siamo battuti per questo e la pressione internazionale ha pesato tantissimo sulla decisione della Corte di appello di Ondurman. L’avvocato Ishag Ahmed Abdulaziz  ci ha comunicato che l’appello per Noura Hussein è stato parzialmente accolto, con l’annullamento della condanna a morte emessa in primo grado”, ha aggiunto la presidente di Italians for Darfur.

Per la sua salvezza si erano mobilitate anche tre agenzie delle Nazioni Unite e Amnesty International, che avevano scritto al presidente sudanese Omal al Bashir per chiedere la grazia. Molte anche le petizioni lanciate in tutto il mondo all’indomani della sentenza di primo grado. “Ora, dopo questo importante risultato  attendiamo fiduciosi l’esito del ricorso alla Corte Suprema che gli avvocati del team di Noura ci hanno assicurato sarà depositato al più presto”. E i legali della ragazza sono pronti a continuare la battaglia giudiziaria “fino a quando non sarà dichiarata innocente”.