Fontana e De Luca siglano accordo fra ospedali Niguarda e Cardarelli

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Agenpress. “E’ un protocollo quello siglato tra gli ospedali Niguarda di Milano e Cardarelli di Napoli tra due eccellenze sanitarie, per confrontarsi e mettere insieme le buone pratiche per migliorare il servizio”.

Presenta così l’iniziativa il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana. Il fine  e’ quello di una messa in rete delle eccellenze per garantire assistenza di qualità. Fontana auspica, insieme al presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, che da questo connubio nascano “nuove opportunità di sviluppo”.

Gli elementi qualificanti dell’accordo di collaborazione tra l’ASST Niguarda di Milano e l’Azienda Ospedaliera Cardarelli di Napoli illustrati dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, riguardano il confronto tra i modelli organizzativi, tra gli atti aziendali degli ospedali e i piani di organizzazione strategica, anche e soprattutto in funzione dei diversi contesti regionali, un’attività di comparazione tra le aree omogenee, quali l’area di Emergenza/Accettazione, con speciale riguardo ai processi di accettazione in pronto soccorso.

Il protocollo tra Niguarda e Cardarelli – spiega De Luca – “è l’esempio di come la collaborazione, nel nostro Paese, sia possibile, senza ideologismi. L’Italia non sarebbe l’Italia senza Milano, avanguardia tecnologica e senza Napoli, città ricca di contraddizioni ma di grande storia, umanità e cultura”.

“Milano è l’unica città internazionale in Italia e all’avanguardia nella sanità. Noi ci presentiamo come un Sud con un volto diverso – sostiene De Luca – radicalmente opposto all’immagine che circola: siamo contro pulcinellismo e la superficialità, a cui contrapponiamo il rigore e il lavoro serio. Per questo ci confrontiamo con Milano in uno scambio di esperienze medico-scientifiche ma, anche, su formazione, ricerca, sistemi gestionali e organizzativi”.

De Luca spiega che “La Regione Campania, negli anni ’90, ha accumulato un debito di 8/9 miliardi di euro per il quale è ancora commissariata ma concluderemo il piano di rientro entro la fine di quest’anno”.

“Noi stiamo facendo una rivoluzione, – aggiunge De Luca – stiamo voltando pagina in maniera radicale: abbiamo fatto le nomine dei direttori generali senza contrattare nulla con nessuno, fuori dalle logiche politiche, abbiamo i conti in ordine, i tempi di pagamento ordinati sono a 30 giorni, il nostro obiettivo e’ pagare dipendenti e fornitori al 27 del mese, abbiamo dimezzato i tempi di attesa per le visite e per gli interventi chirurgici siamo sulla buona strada”.

L’accordo Niguarda-Cardarelli prevede l’organizzazione di specifiche attivita’ di confronto, approfondimento, ricerca e formazione e lo sviluppo di attivita’ congiunte e programmi condivisi con lo scopo di promuovere lo scambio culturale tra le due realta’ aziendali storiche nel panorama dell’assistenza ospedaliera ed alla cooperazione nel campo della formazione e della ricerca in ambito sanitario.

L’obiettivo dell’accordo e’ quello di arrivare ad una condivisione del know how e dei modelli gestionali acquisiti dai due ospedali. Piu’ nel dettaglio il programma prevede attivita’ di comparazione tra le aree omogenee, quali l’area di Emergenza/Accettazione, con speciale riguardo ai processi di accettazione in pronto soccorso, le reti tempo dipendenti, il bed management e il Trauma Team, l’area chirurgica con l’interazione tra chirurgia e terapia intensiva post-operatoria, l’area medica con medicina preoperatoria e l’area oncoematologica con riferimento al trapianto allogenico di midollo.

Nel Protocollo d’intesa e’ inoltre previsto il raffronto su attivita’ quali la chirurgia iperbarica, isole di Langherans, infezioni ospedaliere, risk management, centro antiveleni, banca del tessuto muscolo-scheletrico e della cute, confronto su attivita’ libero-professionale intramoenia, cartella clinica informatizzata, attivita’ di formazione e cooperazione internazionale e organizzazione delle professioni sanitarie. Grazie al protocollo d’intesa sara’ possibile trasferire le ‘best practice’ presenti in ciascuna organizzazione e quindi importare pratiche consolidate che possono migliore la qualita’ dell’assistenza”.