Richiesta misure compensative magistrati onorari di Bari

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dopo il caos delle udienze celebrate sotto tende non refrigerate e in assenza dei servizi essenziali, il Tribunale di Bari stamani si sveglia sotto gli effetti del decreto del neo Ministro Bonafede n. 73 del 22.6.2018, sicché tutti i processi sono sospesi “ a data e luogo da destinarsi”, il cosiddetto “decreto dignità”.

Tralasciando le questioni di natura eminentemente procedurali, attinenti al diritto di vedersi celebrato un processo celere e alla anti-economicità di rifissazioni per ogni fascicolo sospeso con le relative comunicazioni alle parti, c’è un aspetto che è rimasto del tutto ignorato ai più, e soprattutto al Ministro, e che vorremmo fosse invece valutato con attenzione: la sorte dei lavoratori “a cottimo”, magistrati onorari che esercitano le loro funzioni come pubblici ministeri di udienza e giudici onorari nel Tribunale “che non c’è” di Bari.

A pochi giorni da un precedente comunicato accorato, con cui si chiedeva udienza da parte del Neo Ministro Bonafede per rappresentare la situazione disastrosa in cui versa la categoria dei “riders della giustizia”, oggi, siamo costretti a segnalare il caso specifico dei colleghi di Bari, i quali da un giorno ad un altro, senza alcuna responsabilità,  si vedono sottrarre quello che ormai è diventata una occupazione giornaliera e sulla quale hanno organizzato la propria esistenza, in quanto le funzioni giurisdizionali non possono essere esercitate per un Tribunale che non c’è, quello di Bari.

Tutto dipende da quel sistema di cottimo osteggiato dalla nostra categoria ma anche dall’UE già  con risoluzione del consiglio dei Ministri 12/2010 in quanto non degno delle funzioni esercitate e contrario al principio della indipendenza e imparzialità di colui che giudica.

Ebbene, posto che la riforma Orlando per una discutibilissima scelta ha preferito mantenere tale sistema nella sua fase transitoria, e con esso le sperequazioni tra diverse sotto categorie e persino tra uffici, ben avrebbe fatto il neo Ministro Bonafede ad acquisire il punto di vista di quei magistrati onorari  che in epoca ‘non sospetta’ ha definito sfruttati ed  essenziali al sistema giustizia, per comprendere a fondo gli effetti devastanti che avrebbe ottenuto una decisione di sospensione assoluta dalle udienze, per chi ‘vive d’udienza’! Avrebbe giovato un sano e costruttivo confronto con le associazioni di categoria che, peraltro, ormai da tempo avevamo sollecitato un incontro certamente propositivo. Non manchiamo di rilevare che, dopo i ritardi nei pagamenti delle indennità per fatto del ministero in tutti i Tribunali italiani e Procure, la sospensione delle udienze per i magistrati onorari di Bari determinerà un mancato guadagno di almeno altri 4 mesi, con ripercussioni sul piano della sopravvivenza inimmaginabili e di certo non loro addebitabili, stante la costante disponibilità a collaborare  dagli stessi mostrata in questi anni. Al fine di evitare un riscontro di natura giudiziale oltre che sindacale  a tale incresciosa situazione, la nostra non è una mera espressione di solidarietà ai colleghi, già peraltro espressa, ma una richiesta di attivazione celere di strumenti compensativi rivolta al Ministro deputato a risolvere sia  i problemi della Giustizia, sia quelli della IN-giustizia. 

Anna Puliafito

(Giudice onorario di Tribunale Civitavecchia segretario nazionale di UNIMO)