Lega. La Procura a caccia di 100 conti. Borghezio. I soldi? Bossi mi diceva di chiederli a Belsito

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Agenpress – La procura sta indagando su 100 conti di varia natura della Lega distribuiti su 40 istituti di credito. Lo scrive oggi il Corriere della Sera ricordando che è stato aperto un fascicolo per riciclaggio del quale si sta occupando la finanza. Gli uomini della Guardia di Finanza di stanno imbattendo in prelievi, bonifici, giroconti da una banca all’altra, scrive il Corriere, dal centro alle periferie.

Sono state avviate, si legge, rogatorie con l’estero e si cerca di capire il legame economico tra la vecchia Lega e la Lega per Salvini premier, che è un soggetto autonomo.

E mentre la Procura lavora, Mario Borghezio, eurodeputato della Lega, afferma che Matteo Salvini  non ha responsabilità: “No, a me sembra estraneo ai fatti”.

E Bossi? “Non voglio dire che  non fosse in condizione di capire cosa accadeva, ma era malmesso. Eravamo terrorizzati, aveva un elenco di pillole che sembrava un’enciclopedia”.

“Se i fondi sono stati usati male è giusto che arrivino sanzioni. Ma quello è denaro sacro, ce lo siamo guadagnato col consenso dei cittadini. Io non parlo di Genova, perché nulla so. Sui finanziamenti vedo molto fumus persecutionis. Non siamo ai gulag, ma alla persecuzione giudiziaria da parte di una magistratura politicizzata”, dice ancora Borghezio.

E Borghezio racconta:  “Quando io avevo una rivistina andai a lamentarmi da Bossi perché non avevo i soldi e dovevo usare i fondi personali da parlamentare. Umberto mi disse “Mario, quanto ti serve?”. Io risposi che 20 o 30 mila euro potevano bastare”. Bossi, prosegue, “mi disse “vai da Belsito che ti dà quel che ti serve”. Io andai dal tesoriere, lo guardai in faccia e uscii senza un soldo. Decisi che preferivo rimanere a piede libero e pulito”.