Al via piano Juncker: 315 miliardi di euro

396

Il piano Juncker ha avuto effetti evidenti sull’economia dell’UE e ha rivoluzionato il modo di finanziare l’innovazione in Europa


Agenpress. La Commissione europea e il Gruppo Banca europea per gli investimenti (Gruppo BEI) hanno rispettato l’impegno di mobilitare 315 miliardi di euro di investimenti supplementari nell’ambito del piano di investimenti per l’Europa, il cosiddetto piano Juncker.

Grazie al sostegno della garanzia del bilancio dell’Unione europea e delle risorse proprie del Gruppo BEI, sono state approvate 898 operazioni, che dovrebbero generare 335 miliardi di euro di investimenti nei 28 Stati membri dell’UE.

Circa 700 000 piccole e medie imprese dovrebbero beneficiare di un migliore accesso ai finanziamenti. Visto il successo del FEIS, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno concordato l’anno scorso di prorogarne la durata e di potenziarne la capacità, portandola a 500 miliardi di euro entro la fine del 2020.

Grazie al sostegno del FEIS, la BEI e la sua controllata per il finanziamento delle piccole imprese, il Fondo europeo per gli investimenti (FEI), hanno investito in 898 operazioni e hanno messo capitale di rischio a disposizione di 700 000 PMI in un’ampia gamma di settori in tutti i 28 Stati membri. In ordine di investimenti generati dal FEIS in rapporto al PIL i principali paesi sono Grecia, Estonia, Lituania, Bulgaria e Finlandia. Tra gli esempi figurano soluzioni innovative per l’assistenza sanitaria(link is external) in Spagna, l’economia circolare nella Repubblica ceca, la produzione alimentare in Grecia. Le schede informative per paese e per settore forniscono una panoramica più dettagliata e ulteriori esempi di progetti.

Quali sono stati i benefici del piano Juncker per i cittadini e le imprese?

Oltre al finanziamento di progetti innovativi e delle nuove tecnologie, il piano Juncker ha sostenuto altri obiettivi dell’UE, ad esempio per quanto riguarda le politiche nei settori digitale, sociale e dei trasporti. Grazie al FEIS:

  • 15 milioni di famiglie in più possono accedere alla banda larga ad alta velocità;
  • oltre 500 000 alloggi popolari ed economici sono stati costruiti o ristrutturati;
  • 30 milioni di europei beneficiano di migliori servizi sanitari;
  • 95 milioni di viaggiatori all’anno usufruiscono di migliori infrastrutture urbane e ferroviarie;
  • 7,4 milioni di famiglie sono state fornite di energia rinnovabile.

Un altro importante obiettivo del piano Juncker è contribuire a far decollare i progetti. Il polo europeo di consulenza sugli investimenti fornisce assistenza tecnica e consulenza ai progetti in fase iniziale. Da quando è stato avviato nel 2015 il polo di consulenza ha gestito più di 770 richieste presentate da promotori di progetti in tutti i paesi dell’UE. Tra i progetti che hanno beneficiato dell’assistenza del polo oltre 50 sono entrati nella riserva di progetti del FEIS. Uno di questi riguarda lo sviluppo di un progetto di edilizia popolare nella città polacca di Poznań. Il progetto, che ha ricevuto anche un prestito del FEIS di 42 milioni di euro, consentirà la costruzione e l’ammodernamento di appartamenti per circa 3.000 persone.

Inoltre, a luglio 2018 erano stati presentati oltre 700 progetti al portale dei progetti di investimento europei, un luogo di incontro online tra i promotori di progetti e gli investitori.

Ad oggi sono stati pubblicati quasi 400 progetti, che riguardano 25 settori ad alto potenziale economico. Secondo un sondaggio effettuato nel 2017 tra i promotori dei progetti che figurano sul portale, l’80%, tra cui Ecoduna in Austria, PLD Space in Spagna e Acellere in Germania, è stato contattato da investitori.