Toninelli: stop alle grandi opere. Revisione Tav non avrà effetti negativi

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Agenpress. “Nell’ottica di un miglioramento vero della qualità della vita, la cifra del nostro lavoro non sarà continuare a foraggiare grandi opere mastodontiche e dispendiose, ma dotare il Paese di una rete di tante piccole opere diffuse, che servano realmente ai cittadini”. Lo ha detto il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli illustrando le linee programmatiche del suo ministero in audizione alla Commissione Lavori pubblici del Senato. “Penso alla manutenzione dei ponti e delle strade, alla creazione di varianti autostradali, alla riqualificazione del tessuto urbano”, ha aggiunto soffermandosi sul ‘tema caldo’ della Tav.

“Non vi è alcuna ragione per la quale l’Italia, a prescindere dell’esito dell’analogo lavoro svolto in Francia, in applicazione del programma concordato dall’attuale maggioranza parlamentare, non ridiscuta integralmente il progetto” della Tav Torino-Lione, pur “all’esito di una nuova valutazione complessiva di costi e benefici” ha detto il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli sottolineando che “i timori paventati riguardo ai possibili effetti negativi che potrebbero derivare da questo programma di elementare razionalità non hanno alcun fondamento”.

Sulla Tav Torino-Lione il ministro ha ribadito quanto sottoscritto nel ‘Contratto di Governo’, cioè l’impegno “a ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”. “Quello che è stato annunciato e che verrà portato avanti operativamente già nelle prossime settimane, è del tutto analogo a quanto portato avanti dal Governo francese all’esito delle elezioni del 2017, avviando un piano di revisione delle infrastrutture sulla base della situazione di contesto e in particolare in relazione alla valutazione eminentemente politica del nuovo Governo dello stato delle finanze pubbliche”, ha detto il ministro, precisando che i timori paventati riguardo ai possibili effetti negativi che potrebbero derivare dall’analisi costi-benefici “non hanno alcun fondamento, in quanto l’analisi sarà condotta nell’ambito della situazione di contesto e del quadro normativo vigente”.

Il ministro si è poi soffermato sulla questione degli appalti pubblici per i quali ha chiesto “nuovo slancio visto che possono diventare una leva fondamentale della politica economica del Paese” negli ultimi anni questo settore sta attraversando una fase di crisi, determinata per buona parte dalle incertezze interpretative e da talune rigidità generate dal nuovo codice dei contratti pubblici”. “Un tavolo tecnico sta lavorando da oltre un mese per individuare, alla luce dell’esperienza maturata e dei problemi che sono emersi, una revisione del nuovo codice dei contratti pubblici, per far ripartire gli investimenti e liberare le energie del Paese”. Il ministro ha anche spiegato che il Ministero “sta lavorando di concerto con l’Anac per avere regole più chiare e semplici sull’affidamento degli appalti, consci del fatto che l’illegalità prolifera dove le regole sono opache e quindi di dubbia interpretazione. Servirà anche – ha aggiunto – uno snellimento amministrativo, per esempio sulle delibere Cipe”.