Razzismo. Nicola Mancino difende la sua legge. E’ ancora emergenza

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Agenpress – “Una emergenza di tipo sociale, legata a forme di razzismo strisciante e ad una certa recrudescenza di idee suprematiste, esiste ancora, ed eventuali reati commessi con tali assurde motivazioni vanno sanzionati adeguatamente”.

E’ quanto afferma l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino difendendo la sua legge.  E rileva “con soddisfazione che il governo concorda sulla necessità di mantenere in vigore gli strumenti legislativi che contrastano la propaganda e l’incitazione alla violenza e qualsiasi forma di discriminazione razziale, etnica e religiosa”.

“Il decreto legge che presentai al Parlamento il 26 aprile 1993, poi approvato nella forma attualmente in vigore – scrive Mancino in una nota – rispondeva all’esigenza di punire con un’aggravante specifica reati connessi alla incitazione alla violenza o alla discriminazione per motivi razziali, etnici o religiosi. Era una sensibilità allora molto avvertita dall’opinione pubblica e dal Parlamento, che infatti l’approvò a larga maggioranza. Era un periodo nel quale la propaganda violenta si alimentava anche di motivazioni pseudoideologiche e pseudoculturali, basate sulla presunta superiorità di una razza sulle altre”.

“Per quanto contrastata da una minoranza rumorosa e violenta, la legge fu accolta con favore e applicata con equilibrio dalla magistratura – sottolinea ancora l’ex ministro – Ricordo gli striscioni polemici nei miei confronti nelle piazze e negli stadi ma ritengo di essere stato nel giusto allora, come oggi, perché una emergenza di tipo sociale, legata a forme di razzismo strisciante e ad una certa recrudescenza di idee suprematiste, esiste ancora, ed eventuali reati commessi con tali assurde motivazioni vanno sanzionati adeguatamente”.