Confermata sanzione Agcom di 25.000 euro nei confronti della Rai per la bestemmia di Tiberio Timperi

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Agenpress. Con la sentenza del TAR Lazio n. 09009/2018 è stata confermata la sanzione amministrativa di € 25.000,00 comminata dall’AGCom alla Rai a seguito dal famoso episodio del 18 ottobre 2014, quando Tiberio Timperi si lasciò scappare una bestemmia nel corso di ‘Uno Mattina in famiglia’ su Rai1 e il lancio invece di essere tagliato fu mandato in onda per due volte.

La TV di Stato aveva proposto ricorso, giudicando l’episodio “accidentale, imprevedibile, senza responsabilità per l’emittente”. Il Codacons, che si è costituito in giudizio per il rigetto del ricorso della Rai insieme all’Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi, ha sostenuto in rito l’inammissibilità del ricorso per contraddittorietà e nel merito la sua infondatezza, e alla fine ha ottenuto piena ragione.

Il TAR ha rilevato infatti come “non può non riconoscersi sussistente l’elemento della colpevolezza in capo all’emittente, ex art.3 della Legge n.689 del 1981, quanto meno sub specie di negligenza, trattandosi appunto di contenuto preregistrato, sul quale pertanto poteva essere effettuato un preventivo controllo prima della sua messa in onda, e di imperizia, essendo stato trasmesso per ben due volte”.

Inoltre, il tribunale ha sottolineato come si sia “senza alcun dubbio trattato, quale bestemmia/imprecazione, di contenuto lesivo dello sviluppo dei minori.

“Giustizia è fatta: la responsabilità dell’emittente era sotto gli occhi di tutti ed è stata riconosciuta anche dai giudici amministrativi. Avrebbe fatto meglio la Rai ad adoperarsi per evitare un episodio inaccettabile come questo, piuttosto che cercare giustificazioni a errore avvenuto”, dichiara il Codacons.

L’Associazione ha comunque pagato a caro prezzo la sua ricerca di legalità perché non è stata più invitata nelle trasmissioni dirette da Timperi come anche in altre trasmissioni frequentate da altre associazioni dei consumatori. L’effetto risultante è stato quello di una pesante discriminazione operata dalla Rai, che evidentemente non accetta ci sia chi difende i diritti degli utenti, eventualmente anche nei suoi confronti.