Di Battista contro Salvini. Fa la sua propaganda, ma “sui migranti noi diversi dalla Lega”

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Agenpress –  “Se questo governo riuscirà a ridare al popolo italiano autostrade avrà fatto la cosa più grande che si possa fare ed è lì che si vedrà poi veramente la Lega. Io lo sostengo questo governo, anche perché non c’erano alternative”.

Lo dice Alessandro Di Battista, per il quale “Salvini si gioca la sua partita di propaganda e la sa fare bene, provoca, dice ‘indagatemi, rischio 30 anni di carcere’. Ma quale carcere? Non rischia niente”. “La stampa vede in lui un possibile avversario del M5S, è un paradosso perché stiamo sotto lo stesso contratto di governo. Per l’establishment il movimento è molto più pericoloso di Salvini”.

“Il Movimento deve insistere, deve essere duro. Luigi è durissimo, ha preso delle posizioni sui Benetton incredibili”. “Nessuno  aveva mai avuto questo coraggio negli ultimi 30 anni per cui sosteniamo questo Movimento e ci toglieremo delle soddisfazioni come cittadini italiani”.

“La correttezza della Lega, la voglia di cambiare radicalmente le cose si vedrà sul tema della nazionalizzazione autostrade.  Lo sento Giorgetti che fa ammuina, dice, ‘eh, andiamoci piano’. Andiamoci piano un ca… Le autostrade devono ritornare a essere gestite dal popolo italiano. E’ la cosa più grande che può fare questo governo e Luigi ci sta alla grande su questo”.

“Con la Lega salviniana credo si possano rigarantire diritti economici e sociali che sono stati smantellati” precedentemente. Infine osserva: “Vedremo se è una Lega diversa o se è una Lega maroniana nascosta sotto il volto di Salvini” .  “Io i sondaggi non li ho mai guardati ma vedremo se la Lega sarà ancora al 30%”.

“Il Pd non si è voluto neanche sedere al tavolo con noi  e io dico ‘grazie a Dio’, perché è un partito morto per cui non c’erano alternative a questo contratto”.

Sul caso Diciotti Di Battista  trova “che non si possa associare il razzismo con il caso Diciotti. Questi disgraziati non sono stati abbandonati a loro stessi, sono stati salvati, hanno avuto assistenza dei medici a bordo e poi si è combattuta una battaglia diplomatica per la loro gestione”. “Io non ci vedo nulla di sbagliato in questo” prosegue, spiegando che “dobbiamo uscire dalla logica secondo la quale la salvezza dell’Africa sta nell’accoglienza”. “L’Africa  ha bisogno di libertà, di sovranità, non delle passerelle e delle accoglienze. Questa è la via che deve portare avanti il M5S e che è diversa dai toni e dalle modalità della lega salviniana”.