Dl anticorruzione. Urraro (M5S): “Determinati sul daspo ai corrotti, punizioni nette come in tema di contrasto alle mafie e al terrorismo”

582

Agenpress – “Chi è stato condannato per reati di grave corruzione non può tornare a lavorare come pubblico ufficiale o a contatto con la PA.  Il nostro decreto estende il cosiddetto daspo anche a chi commette reati a che finora non prevedevano nulla di simile. Se la condanna è inferiore a 2 anni il daspo sarà di 5 anni, ma se supera i 2 anni sarà a vita. Una punizione netta, determinata, come in tema di contrasto alle mafie e al terrorismo. Soltanto in questo modo possiamo cercare di ovviare a quella che è una vera e propria piaga”.

Lo ha detto Francesco Urraro (M5S), Commissione Giustizia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

“Ci sono anche altri punti nel DL oltre al daspo.  Anche chi si fa corrompere dovrà pagare in maniera adeguata, con pene che andranno da 3 agli 8 anni. Poi c’è l’agente sotto copertura, cosa diversa dall’agente provocatore. La corruzione va combattuta con la stessa arma usata con successo per la lotta alla mafia e al terrorismo, tra cui l’agente sotto copertura, una figura che va potenziata. Lo Stato e i cittadini avranno il diritto di riprendersi quello che è stato rubato dai corrotti, il tema della confisca è fondamentale. La riforma consentirà di riprendere il maltolto anche al termine della prescrizione. I cittadini onesti non potranno più pagare il prezzo della corruzione. Vogliamo dare uno stop anche ai faccendieri e ai cosiddetti millantatori, vogliamo trattare i criminali in maniera uguale. Il provvedimento passerà alle Camere e faremo tesoro di ogni osservazione  e sollecitazione, perché l’impianto non è definitivo, ma indica un cambio di passo doveroso”.