Genova. Crollo ponte. La rabbia degli sfollati. Di Maio. Hanno ragione, presto un decreto

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Agenpress – “Hanno perfettamente ragione. Non si può lasciare la gente in Italia in balia delle elemosine di Autostrade”, ha detto il vice premier Luigi Di Maio annunciando che il governo sta “mettendo a punto un decreto urgente”  che si occuperà oltre che delle tante persone abbandonate, come i terremotati di Ischia e del centro Italia, anche del tema di Genova e del problema di coloro che sono sfollati ed hanno diritto ad una casa. È questione di giorni e faremo questo decreto”.

In 100, tutti residenti di via Porro, una delle strade sotto il viadotto Polcevera, si sono presentati in Consiglio regionaledella Liguria per urlare la loro rabbia, esplosa alla fine dell’intervento del governatore Giovanni Toti. “Veniamo prima noi delle imprese, veniamo prima noi della viabilità, ci siamo prima noi, vogliamo la casa“, la richiesta durante la seduta congiunta con il Consiglio comunale di Genova.

“Vi capisco, ma dobbiamo cercare di lavorare insieme. Dal 14 agosto dormo quattro ore per notte per affrontare l’emergenza – ha spiegato Marco Bucci – Genova non si è mai fermata, non ha mai dimostrato di essere in ginocchio, una cosa di cui dobbiamo essere tutti orgogliosi, nessuno è stato lasciato solo dalle istituzioni”. Poi ha rassicurato sulle tempistiche per un nuovo alloggio, 98 dei quali “offerti” da privati: “Pensavamo di dare una casa agli sfollati di ponte Morandi entro novembre, invece probabilmente ci riusciremo entro fine settembre. La città ha dimostrato che non si scherza, ne sono orgoglioso”.

Questione di settimane, “forse di alcuni giorni”, annuncia. Conferme che arriva anche dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli alla Camera: “”Il Governo metterà in campo forme di aiuto in ordine alle rate dei mutui che molte famiglie sono costrette a pagare su immobili che non possono più abitare”.
Toninelli ha poi aggiunto che il provvedimento “aiuterà anche le imprese, ricadenti nell’area del crollo, a riprendere i cicli produttivi, prevedendo forme di agevolazione fiscale o incentivi alla temporanea delocalizzazione”.