Migranti irreperibili. Ieri i gelati offerti da Papa Francesco. Caritas. Non è una fuga, non sono detenuti

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Agenpress –  “Si fugge da uno stato di detenzione  e è non questo il caso.Nessuno vuole rimanere in Italia, si sa”.

Eì’ quanto ha detto il direttore della Caritas,  don Francesco Soddu, in merito alla sparizione di 50 migranti della Diciotti dal Centro di Rocca di Papa, dove erano stati portati per volere di Papa Francesco.

“La struttura, peraltro, non ha il compito di trattenere i suoi ospiti che possono scegliere di allontanarsi volontariamente prima o dopo. I migranti, spiega ancora don Soddu, “potranno chiedere asilo ricominciando quella procedura che era stata avviata nelle nostre strutture, a partire dal centro di accoglienza straordinaria” di Rocca di Papa che è uno snodo rispetto alle strutture delle Caritas diocesane che si sono offerte per una accoglienza a lungo termine.

In tarda serata è intervenuto anche Danilo Toninelli: l’irreperibilità dei 50 migranti della nave Diciotti “è un fatto gravissimo”, ha detto il ministro delle Infrastrutture a In Onda, aggiungendo di aver pensato, appena appresa la notizia, “all’Unione europea e a una maggiore responsabilità”. “Se i Paesi europei avessero collaborato – ha detto – non sarebbe accaduto tutto questo. Il problema migratorio non può essere gestito solo dall’Italia”.

Proprio ieri al centro Mondo migliore di Rocca di Papa era arrivato il cardinale Konrad Krajewski, l’elemosiniere pontificio, colui che per ruolo svolge a nome del Santo Padre il servizio di assistenza verso i poveri. Per volere di Papa Francesco sono stati distribuiti circa 20mila gelati in case di accoglienza e mense di poveri di Roma, offerti da una fabbrica che voleva condividerli con i più bisognosi: 1.300 di questi gelati sono arrivati anche al centro di Rocca di Papa.

“Più di 50 degli immigrati sbarcati dalla Diciotti erano così ‘bisognosi’ di avere protezione, vitto e alloggio, che hanno deciso di allontanarsi e sparire! – scrive Matteo Salvini,  ministro dell’Interno su Facebook – Ma come, non li avevo sequestrati? È l’ennesima conferma che non tutti quelli che arrivano in Italia sono ‘scheletrini che scappano dalla guerra e dalla fame’”, scrive il capo del Viminale.