Sequestro fondi. La Lega “ha tratto vantaggio. No ipotesi immunità politici”

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Agenpress – “Siccome la Lega Nord ha direttamente percepito le somme qualificate in sentenza come profitto del reato  in quanto oggettivamente confluite sui conti correnti non può ora invocarsi l’estraneità del soggetto politico rispetto alla percezione delle somme confluite sui suoi conti e delle quali ha direttamente tratto un concreto e consistente vantaggio patrimoniale”. Lo scrivono i giudici del Riesame nelle motivazioni con cui hanno dato il via libera ai sequestri dei soldi presenti e futuri nelle casse del Caroccio.

Dopo il sì al sequestro dei fondi della Lega espresso dal tribunale del Riesame dopo che la Cassazione aveva accolto la richiesta della Procura di poter sequestrare somme al Carroccio oltre a quelle già prelevate, scatta l’iter per attuare il sequestro. La Procura dovrà rivolgersi al tribunale per avere il provvedimento con il quale procedere effettivamente al prelievo. I soldi verranno poi “congelati” nel Fug, il fondo unico della giustizia, in attesa che la sentenza di condanna di Umberto Bossi e Francesco Belsito diventi definitiva. Nel frattempo, però, la Lega può fare ricorso in Cassazione per chiedere l’annullamento del provvedimento.

Non solo non esiste alcuna norma che stabilisca ipotesi di immunità per i reati commessi dai dirigenti dei partiti politici, ma anzi esiste una precisa disposizione di legge che impone la confisca addirittura come obbligatoria nel caso in esame”, scrivono ancora i giudici.

Nelle motivazioni con cui il tribunale del Riesame ha detto sì al sequestro dei fondi della Lega si legge che i sequestri possono avvenire sulle somme che “periodicamente confluiscono sui conti” riconducibili al partito. “L’unico limite previsto dalla legge – si legge – per l’apprensione delle somme indicate nel decreto di sequestro preventivo è costituito dall’importo dell’arricchimento indebito fino a concorrenza del profitto del reato indicato nella sentenza di condanna, definito nella sentenza di rinvio come ‘disponibilità monetarie in capo alla percepente Lega Nord che si sono accresciute del profitto del reato’, importo fino al raggiungimento del quale il sequestro conserva tutti i suoi effetti anche mediante successive apprensioni delle somme che periodicamente confluiscano sui conti ad essa riferibili”.

 Il sequestro dei fondi alla Lega è a tutela degli organi costituzionali dello Stato. “La prospettata illegittimità costituzionale della normativa in materia di confisca – si legge nelle motivazioni appare manifestamente infondata in quanto nella fattispecie la confisca obbligatoria è finalizzata al fine certamente legittimo e conforme ai principi dell’ordinamento giuridico interno e sovranazionale di assicurare allo Stato il profitto del reato ricercandolo ovunque e presso chiunque sia confluito rammentandosi sul punto che le parti civili del presente procedimento sono gli stessi organi costituzionali dello Stato (Camera e Senato)”.