Papa Francesco ai vescovi: siate padri, non padroni

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Papa Francesco ha ricordato che il vescovo deve essere uomo di preghiera, di annuncio e di comunione, rinunciando a clericalismo e mondanità


Agenpress. Padri premurosi, non padroni che comandano sugli altri mantenendo le distanze. Così sono chiamati ad essere i vescovi che, come il Buon Pastore, devono portare Gesù fra la gente ed annunciare il Vangelo, pronti anche al sacrificio totale di sé.

Con parole chiare, forti e intrise di amore per la Chiesa, Papa Francesco si è rivolto stamani ai vescovi.

Il vescovo deve infatti essere uomo di preghiera che non può essere un impegno fra tanti ma una “necessità” . Il vescovo è chiamato ad essere “uomo dell’annuncio”. E non si annuncia da seduti – ammonisce il Papa – ma “in cammino”. Il vescovo dunque “non si compiace di comfort”, “non si sente principe” ma “si prodiga per gli altri”.

Il vescovo non vive in ufficio, come un amministratore di azienda, ma tra la gente, sulle strade del mondo, come Gesù. Porta il suo Signore dove non è conosciuto, dove è sfigurato e perseguitato. E uscendo da sé ritrova sé stesso.

Non fa notizia sui giornali, non cerca il consenso del mondo, non è interessato a tutelare il suo buon nome, ma ama tessere la comunione coinvolgendosi in prima persona e agendo con fare dimesso. Non soffre di mancanza di protagonismo, ma vive radicato nel territorio, respingendo la tentazione di allontanarsi di frequente dalla Diocesi – la tentazione dei “vescovi di aeroporto”, no?  – e fuggendo la ricerca di glorie proprie.

Non deve non essere arrampicatore né ambizioso ma pascere il gregge.

In conclusione, il Papa sintetizza, con queste parole, il suo appello ai vescovi:

Cari Fratelli, diffidate, vi prego, della tiepidezza che porta alla mediocrità e all’accidia, quel “démon de midi”. Diffidate di quello. Diffidate della tranquillità che schiva il sacrificio; della fretta pastorale che porta all’insofferenza; dell’abbondanza di beni che sfigura il Vangelo. Non dimenticatevi che il diavolo entra dalle tasche, eh! Vi auguro invece la santa inquietudine per il Vangelo, la sola inquietudine che dà pace.