Manovra. Brambilla (esperto Lega). Pensioni a 780 euro? 6,3 mld l’anno. Si spacca lo Stato sociale

420

Agenpress – “Sulla pensione di cittadinanza  dobbiamo partire dai numeri”, “primo: a chi vogliamo darla questa pensione? Agli invalidi civili? Bene, sono quasi un milione. E per coprire la differenza tra quanto prendono ora (282 euro al mese per tredici mensilità) e i 780 euro bisognerebbe spendere circa 6,3 miliardi in più all’anno”.

Lo afferma, in una intervista al Corriere della sera, Alberto Brambilla, esperto della Lega per la previdenza e l’assistenza, che boccia la proposta cara al Movimento 5 Stelle di dare una pensione minima di 780 euro a tutti i pensionati che non arrivano a questo reddito mensile.

Per Brambilla la pensione di cittadinanza “costerebbe troppo, sarebbe pagata dalle giovani generazioni e spaccherebbe lo Stato sociale”.

“Vogliamo darla a chi prende l’assegno o la pensione sociale (453 euro al mese)? Sono altre – continua – 860 mila persone e in questo caso bisognerebbe sborsare altri 4 miliardi. Ci riferiamo invece ai 3,2 milioni di pensioni integrate al minimo (502 euro al mese,) o alle oltre 900 mila pensioni con la maggiorazione sociale? Servirebbero altri miliardi ancora. Non ci sono le risorse. E si tratterebbe di un’operazione ingiusta”.

Sulla quota 100 per anticipare l’accesso alla pensione, dice invece: “Questa è sì una proposta gestibile, perché quota 100 si potrebbe in futuro sempre alzare in funzione della speranza di vita, mentre se si introducesse la pensione minima di 780 euro, sarebbe difficile rimediare i guasti che ne deriverebbero”.