Decreto immigrazione e sicurezza. Salvini. Passo avanti contro mafiosi, delinquenti e scafisti.

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Agenpress – Il decreto su immigrazione e sicurezza si compone complessivamente di 42 articoli. Quelli dall’1 al 16 contengono le misure in materia di rilascio dei permessi di soggiorno, di protezione internazionale e di cittadinanza. Ecco nel dettaglio le principali misure riguardanti l’immigrazione.

“Finalmente oggi in consiglio dei ministri porto il decreto sicurezza, un bel passo in avanti nella lotta contro mafiosi, delinquenti e scafisti. Più da sinistra mi attaccano, più mi danno forza”.

Ha annunciato il ministro Salvini su Twitter, sotto l’hashtag decreto Salvini.

Per entrare in vigore dovrà essere firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che potrebbe tuttavia decidere di non farlo ritenendo che non sussistano i requisiti “di urgenza” necessari. Se così non sarà il decreto dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni. Ecco che cosa prevede.

Nel testo sono previsti numerosi reati che comportano la sospensione della domanda d’asilo e causano l’espulsione immediata. Tra questi la violenza sessuale, l’aggressione o l’oltraggio a pubblico ufficiale. Infine anche l’allargamento della revoca in caso di condanne dei parenti. La revoca dovrebbe arrivare dopo una sentenza di primo grado tuttavia fino al terzo grado la Costituzione prevede per tutti la presunzione di non colpevolezza.

“Revoca della cittadinanza per gli stranieri considerati una minaccia per la sicurezza nazione”, si legge nel testo. Ed è su questo punto che sono scaturite le maggiori perplessità. La cittadinanza è infatti considerata tra i diritti inviolabili della Costituzione, non è possibile quindi revocarla. Se ciò accadesse il provvedimento potrebbe essere ritenuto incostituzionale.

Abolita la protezione umanitaria. È una dei tre strumenti di protezione per i migranti, insieme all’asilo politico e alla protezione sussidiaria. Se il provvedimento entrerà in vigore, sarà sostituita da un permesso di soggiorno della durata di un anno per motivi civili, medici o per calamità naturali nel paese di origine. Chi oggi gode di un permesso di soggiorno per protezione umanitaria (che ha durata biennale) lo perderà se fa ritorno nel suo paese di origine. È il caso “dei profughi vacanzieri” spesso chiamati in causa dal ministro Salvini. Su questo punto è intervenuto anche il ministro Luigi Di Maio, sottolinenando: “Solo in Slovacchia e in italia c’è quello umanitario ed è per questo che viene abolito. Questo, però, non può far ignorare le condizioni umanitarie delle persone. Per questo verrà introdotto un nuovo tipo di permesso che è quello per casi come: calamità naturali e altro. Lo Sprar (il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) continuerà ad esistere così come è. E varrà per tutti i permessi umanitari in corso e per tutti gli altri rifugiati, compresi i minori non accompagnati”.

Nel testo sono previsti numerosi reati che comportano la sospensione della domanda d’asilo e causano l’espulsione immediata. Tra questi la violenza sessuale, l’aggressione o l’oltraggio a pubblico ufficiale. Infine anche l’allargamento della revoca in caso di condanne dei parenti. La revoca dovrebbe arrivare dopo una sentenza di primo grado tuttavia fino al terzo grado la Costituzione prevede per tutti la presunzione di non colpevolezza.