Boldrini: “Quella del volo Alitalia è una fake news che mi ha ferito”

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Agenpress. Laura Boldrini, deputata di LeU, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti, su Radio Cusano Campus.

 Sulla fake news del volo Alitalia. “Il 16 ottobre –ha raccontato Boldrini- stavo andando a Genova perché all’indomani mi sarei recata in tribunale, dove ci sarebbe stata la prima udienza del sindaco di Pontivrea Camiciotto che aveva fatto un tweet: potremmo mandare a casa della Boldrini ai domiciliari gli stupratori di Rimini così gli ridona il sorriso. Quindi la banalizzazione dello stupro, il fatto che si possa giocare con lo stupro come strumento di contesa politica. Questo vuol dire che siamo oltre la democrazia. Per 25 anni ho lavorato per l’Onu e lo stupro come strumento politico l’ho visto usare in Bosnia e in Ruanda.

Tornando alla questione: ho fatto il volo fino a Genova, dopo aver fatto il check-in online ed essermi seduta nel posto assegnato. Il giorno dopo esce la notizia per cui io avrei costretto qualcun altro a cedermi il posto. Questo signore in cerca di notorietà, tale Paolino, prende questo volo, mi vede e capisce che può sfruttare la situazione a suo vantaggio, montando la storia che io avrei preso il suo posto perchè al bancone Alitalia gli avevano detto che quel posto era destinato a un disabile.

Io non ho tolto il posto a nessuno, tantomeno a un disabile anche perché io ho un fratello disabile, quindi questa cosa mi tocca e mi fa male. Questo Paolino si è permesso di dare questa versione a giornali locali, e Libero, Il Giornale e Dagospia l’hanno rilanciata senza nemmeno verificarla, interpellando me o Alitalia.

Io ho smentito subito, così come Alitalia che ha detto che io non c’entravo niente con quel posto. Il problema era stato un disguido di Alitalia al banco di Genova, dunque io non c’entravo nulla.

Alcune testate hanno scritto che mi sono presentata con il codazzo di scorta, collaboratori e fidanzato. Io non ho alcuna scorta e vorrei capire chi è diventato il mio fidanzato. Se questo è il giornalismo mi viene da piangere. Non è più giornalismo, siamo nella fiction.

I cittadini hanno diritto a una corretta informazione, chi fa queste cose perché il mio nome gli fa fare più click non fa corretta informazione. Sotto queste bufale ci sono commenti di odio nei miei confronti, giù improperi. Un’altra cosa che mi ha fatto male è che la vice presidente del Senato Taverna abbia immediatamente condiviso questa bufala così come la galassia grillina e non si sono nemmeno scusati.

I commenti erano: sei tu l’handicappata, fai schifo. Quindi si usa la disabilità per insultare. E’ iniziato tutto all’inizio della scorsa legislatura, quando Beppe Grillo fece un post agghiacciante, terribile, in cui prese un cartonato della mia immagine e poi fece una domanda molto innocente: che cosa faresti alla Boldrini in macchina? Poi l’attuale ministro dell’interno a un comizio prese una bambola gonfiabile e disse: ecco la presidente della Camera.

Quando racconto all’estero queste cose inorridiscono. Provengo da un mondo che non è quello politico, non ho padrini alle spalle, non sono iscritta a un partito, non ho uomini di riferimento che possano proteggermi, sono una donna indipendente, antifascista, porto avanti una battaglia culturale per i diritti delle donne e contro l’odio. Tutto questo è urticante per una parte della nostra società”.

 Sulle bufale. “Quando io pubblicai nomi e cognomi di chi aveva detto cose indicibili nei miei confronti uscirono anche sui giornali –ha affermato Boldrini-. Io queste persone le chiamai a casa per invitarli alla Camera per conoscerli. In parte non hanno risposto perché non avevano il coraggio e fecero rispondere le mogli o le madri, una cosa pietosa questi leoni da tastiera. Oppure hanno detto: io non pensavo che lei leggesse queste cose. Pensate che dall’altra parte c’è una persona in carne e ossa che legge questi commenti, pensateci prima di abbandonarvi alla furia. Bisogna educare le persone all’utilizzo responsabile della rete. Finora ho fatto svariate decine di denunce e querele. Se ci saranno dei risarcimenti, andranno a finanziare progetti di educazione digitale”.