Crollo ponte. Cresce la rabbia degli sfollati. “Pronti a protestare sotto casa di Grillo”

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Agenpress – “Il mondo del lavoro, del commercio e delle professioni, del porto è ferocemente arrabbiato”, ha detto il presidente del Comitato degli sfollati del ponte Morandi, Franco Ravera.

Cresce la rabbia degli sfollati per il ritardo nell’approvazione del decreto. “Il mondo del lavoro, del commercio e delle professioni, del porto è ferocemente arrabbiato”, ha aggiunto.  “Per questo siamo pronti ad andare a protestare sotto qualche palazzo ma anche a Sant’Ilario, sotto casa di Beppe Grillo”. La polemica arriva non solo dopo lo slittamento del Dl Genova ma anche dopo l’allungamento dei tempi per il dissequestro dei monconi del ponte Morandi.

Il governatore Toti avverte che l’impianto concordato con il governo, con aiuti e sostegni previsti, non deve cambiare. Poi sollecita a sbloccare i fondi, 1,1 miliardi di euro, per il Terzo valico, diversamente “sarebbe devastante per la Liguria”. Il presidente della regione annuncia che dal 4 ottobre riaprirà a pieno regime la ferrovia verso Nord, quella che passa sotto il ponte Morandi, crollato lo scorso 14 agosto.

“Le esigenze di verità e di giustizia per le vittime e per le famiglie sono la priorità delle priorità. Sono io il primo a chiedere la verità su che cosa è successo e voglio vedere puniti i responsabili. Il tempo di cui la procura avrà bisogno è giusto che lo abbia tutto”, ha aggiunto. Il governatore ligure, che è anche commissario per l’emergenza, ha poi rivolto un appello al ministro Toninelli, chiedendo lo sblocco dei fondi, per un totale di 1,1 miliardi, destinati alla realizzazione del Terzo Valico. “Se non accadesse, sarebbe devastante sia per il sistema ligure sia per le aspettative dell’opinione pubblica”.