Soggetto Giuridico: Job Hopping, qui da noi non è l’America

496
Agenpress. Secondo l’agenzia californiana di HR Robert Half, il 64% dei lavoratori degli Stati Uniti sono job hoppers, ovvero cambiano lavoro ogni due anni per ricercare nuovi stimoli e maggiori benefit. C’è chi sostiene che questa tendenza stia diventando globale e che si stia pian piano diffondendo in tutta Europa (anche in Italia), specialmente tra i più giovani.
Questa teoria però non convince affatto e non tiene conto della manifesta volontà dei giovani nostrani di avere maggiore stabilità per pianificare il proprio futuro e magari costruirsi una famiglia. La verità è che l’Italia non è come gli Stati Uniti e che dietro il cambio di un lavoro c’è più probabilmente un licenziamento o un cattivo trattamento economico che una scelta. Inoltre, va detto, sarebbe piuttosto assurda la coesistenza di questi dati con quelli che a Luglio hanno raccontato una disoccupazione giovanile al 30,8%.
Sono ormai decenni che si continua ad inventare ogni supporto logistico ed ideologico alla flessibilità, e in questo modo si è finiti per riempire i settori cardine del Paese (come la scuola, l’università e la sanità) di personale senza garanzie e diritti (precari). E’ giunto il momento di smetterla di inseguire pratiche altrui che non hanno alcuna efficacia in un contesto come il nostro e che, anzi, producono solo ulteriori problemi e difficoltà.