Bellanova (PD): “Resistenza civile per difendere la democrazia e il Paese”. In piazza domani diciamo no a questo Governo

491

Agenpress. “Andiamo in Piazza per difendere il Paese da chi giorno dopo giorno costruisce il disastro e per ricordare che all’Italia servono investimenti non l’indebitamento dei cittadini e delle nuove generazioni. Non difendiamo né i mercati né le tecnocrazie ma l’interesse nazionale.

Da una prima lettura del provvedimento emerge un dato: dieci miliardi per 6milioni e mezzo di persone significano 128 euro al mese. E’ così che vogliono sconfiggere la povertà? La povertà si sconfigge se si rafforza l’occupazione, se costruiamo opportunità per le nuove generazioni, se lavoriamo per consentire al Paese di dare il meglio di sé nella competizione internazionale, se rafforziamo i paletti della solidarietà civile e sociale. E certo non li rafforziamo mandando un segnale chiaro a chi evade, perché continui a farlo tranquillamente, e a chi ritiene che pagarle sia invece un dovere civile e un esercizio della responsabilità. In pochi mesi questo Governo ha mandato in malora i buoni risultati che il Paese aveva raggiunto e che dovevano essere rafforzati, non distrutti”.

Così la Senatrice Teresa Bellanova, che ieri sera nel corso della Festa dell’Unità a Salerno ha invitato alla mobilitazione politica e sociale con un appello ad essere in piazza domani a Roma, per la manifestazione indetta dal Partito Democratico.

“Deve essere chiaro a tutti”, prosegue la senatrice Bellanova, “le risorse disponibili per gli investimenti sono quelle che avevano già stanziato i Governi a guida Pd. Prova ne sia che addirittura in una situazione così drammatica come quella di Genova, nel Decreto che finalmente arriverà alle Camera dal 22 ottobre non c’è traccia delle risorse per il Terzo valico, che restano stralciate dopo la cosiddetta analisi del rapporto costi-benefici svolta dal Ministro Toninelli. Il che la dice lunga sulla strategia per le infrastrutture e la qualità territoriale che 5Stelle e Lega intendono perseguire, come peraltro si evince dopo la cancellazione delle risorse per le periferie. Ecco perché saremo in piazza domenica 30 settembre, e perché è necessario spiegare per bene gli enormi danni che questa Manovra produrrà al Paese e soprattutto al Sud.

E’ una sfida corale che deve investire tutte le classi dirigenti e chiunque abbia a cuore il bene del Paese e non il proprio tornaconto personale. Chi non resiste, è complice”.