Papa: “l’ombra negativa dell’eutanasia scompare se il malato si sente amato”

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Agenpress. Se una persona si sente amata, “l’ombra negativa dell’eutanasia” scompare o diviene quasi inesistente. Lo ha detto il Papa ai circa 70 partecipanti al IV Seminario sull’Etica nella gestione della Salute, ricevuti stamani in udienza in Vaticano.

Il Papa invita a trovare nel malato, un fratello. Una consapevolezza che, se non può da sola sciogliere tutti i problemi, può però portare ad un cambiamento di mentalità. In questo modo, le soluzioni possono essere sviluppate attraverso una combinazione di pubblico e privato, legislazione ed etica, giustizia sociale e imprenditorialità. Il principio ispiratore “non è un ideale astratto” ma una persona concreta , un volto che spesso soffre. “Siate coraggiosi e generosi” nell’uso di mezzi economici e tecno-scientifici, esorta il Papa, perché “coloro che ne beneficiano, specialmente i più poveri, apprezzeranno i vostri sforzi e le vostre iniziative”.

Ci vuole poi attenzione perché la cura dei malati non consiste semplicemente nell’applicazione asettica di farmaci e non si limita solo al ripristino della salute. Questo è evidente nelle cure palliative. “Stiamo vivendo quasi universalmente una forte tendenza alla legalizzazione dell’eutanasia”, evidenzia il Papa ma – prosegue – “sappiamo che quando viene fatto un accompagnamento umano sereno e partecipativo, il paziente cronico grave o il paziente malato terminale percepisce questa sollecitudine”.

E quindi “anche in queste dure circostanze, se la persona si sente amata, rispettata, accettata, l’ombra negativa dell’eutanasia scompare o diventa quasi inesistente, perché il valore del suo essere si misura dalla sua capacità di dare e ricevere amore, non dalla sua produttività”.