Fondi Ue: incontro con il ministro Barbara Lezzi, le posizioni delle autonomie locali

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Agenpress. Antonio Decaro, presidente Anci e sindaco di Bari al termine dell’incontro  sui fondi Ue con il ministro Barbara Lezzi a Palazzo Chigi (al cui hanno partecipato anche i rappresentanti delle Regioni), ha detto che “I comuni hanno apprezzato le nuove norme per la semplificazione nel nuovo regolamento sulle politiche di coesione. Gli assi strategici sono passati da 11 a 5 e con il governo speriamo di gestire meglio le politiche a favore delle città metropolitane, di quelle medie e dei piccoli comuni. Tuttavia chiediamo maggiore flessibilità per gli enti che spendono di più”.
Per quanto riguarda le richieste avanzate dalla Province il Vicepresidente dell’Upi,Nicola Valluzzi, ha detto che “Il quadro delle risorse necessarie per mettere in sicurezza il patrimonio di scuole e strade del Paese è tale da avere bisogno dell’intervento anche di fondi europei che devono essere destinati agli investimenti indispensabili per ricostruire il patrimonio pubblico ormai fragile, dopo anni di risorse azzerate.
Proprio ieri – ha ricordato Valluzzi – abbiamo reso noti i risultati del monitoraggio che abbiamo effettuato sui 30.000 ponti, viadotti e gallerie in gestione alle Province, e i numeri non possono che preoccupare: quasi 6.000 interventi già individuati, di cui più di 1.900 prioritari e urgenti, e più di 14.000 strutture su cui necessitano indagini tecnico diagnostiche, per un totale di più di 3 miliardi di risorse. Questo per le sole strutture in capo alle Province.
Per non parlare dell’edilizia scolastica per cui, secondo una stima dell’associazione dei costruttori, servirebbero almeno 40 miliardi. Sono cifre che da soli non possiamo sostenere – ha concluso il Vicepresidente Upi riportando al Ministro Lezzi la proposta delle Province- chiediamo che nella prossima programmazione vi sia la possibilità di finanziare interventi di ammodernamento e messa in sicurezza delle nostre infrastrutture, con particolare riferimento a scuole e strade, che con le regole attuali è consentito solo marginalmente” “.