Asia Bibi. Si attende la sentenza. Il marito: “è disposta a morire per Cristo”

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Agenpress – E’ terminata poco fa l’udienza davanti la Corte Suprema del Pakistan che giudica sul caso di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte per blasfemia nel 2010.

La Corte si è riservata di pronunciare il suo verdetto nel processo d’appello, anche se non ha fornito alcuna data su quando pronuncerà la sentenza. Durante l’udienza, i tre giudici della Corte investiti del caso hanno anche ammonito i media “a non discutere del caso”.

Asia Bibi è stata arrestata il 19 giugno 2009 per false accuse di blasfemia. Dopo aver bevuto un bicchiere d’acqua durante il faticoso lavoro nei campi, venne accusata dalle compagne musulmane di avere infettato la fonte. Le donne le chiesero di convertirsi all’islam e lei si rifiutò.  Quando la notizia dell’incidente si diffuse, il villaggio insorse, dagli altoparlanti delle moschee i muezzin chiamarono a raccolta i musulmani per punirla e Asia Bibi fu picchiata davanti ai figli. Poi per cinque giorni tutto tacque e la vita ricominciò come prima, fino a quando l’imam del villaggio, che non era presente al diverbio, insieme ad altri accusatori, sporse denuncia per blasfemia.

La donna è stata condannata a morte in primo e secondo grado e l’udienza finale del processo si attende da quasi due anni, dal 13 ottobre 2016. Asia Bibi si trova attualmente nel carcere femminile di Multan, in isolamento: è costretta a cucinarsi da sola il cibo per timore che qualcuno cerchi di avvelenarla e le viene concessa un’ora d’aria tre volte al mese.

Ashiq Masih, marito di Asia Bibi,  ha affermato che “Asia è psicologicamente, fisicamente e spiritualmente forte. È pronta ed è disposta a morire per Cristo, data la sua grande fede. Non si convertirà mai all’islam”.