Condono. Garavaglia (Lega) smentisce Di Maio. Tutti  sapevano le norme del decreto fiscale.

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Agenpress – “Tutti  sapevano le norme del decreto fiscale. Non so nulla di eventuali modifiche”.

Lo ha detto Massimo Garavaglia, sottosegretario all’Economia della Lega, parlando del caos sul dl fiscale assicura di non essere lui la “manina” che, stando alle dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio, avrebbe cambiato il testo.

Il testo sulla pace fiscale inserito nella manovra “trasmessa al Quirinale non è quello su cui c’era l’accordo in Cdm”, perché “c’è sia uno scudo fiscale per i capitali all’estero sia la non punibilità per chi evade. È un fatto gravissimo, manina politica o no, depositerò subito un esposto alla Procura della Repubblica”, è stata l’accusa lanciata mercoledì da Di Maio che avrebbe aperto una breccia all’interno della maggioranza.

“Nessun trucco. Legge di bilancio e decreto fiscale sono passati in Consiglio dei ministri all’unanimità. Nessuno ha votato contro. Anche perché quello che chiamate condono, un condono non è”, ha tuonato invece il vicepremier Matteo Salvini dalle pagine de “La Repubblica”. “La manovra non cambierà di una virgola. Ma non si permettano di inviare troike o commissari. La smettano, facciano lavorare il governo degli italiani. Mi appello al buon senso, come Draghi”, ha quindi aggiunto.

“E’ chiaro che al di là di ciò che è successo, questo lo vedrà il Cdm nella propria interlocuzione, sono fermamente contrario a che ci sia questo articolo all’interno del decreto”, ha  detto il presidente della Camera Roberto Fico. A chi gli chiedeva se fosse contrario quindi allo scudo fiscale, Fico ha replicato: “Certo”. Mentre alla domanda se fosse contrario anche alla “pace fiscale” nella sua interezza ha risposto: “Questo è un discorso lungo…”.