Corte dei Conti. In manovra più uscite per 22 mld. Da flat tax rischi evasione e meno dipendenti

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Agenpress – Delle maggiori spese” previste con la manovra per il 2019, “circa 22,6 miliardi, più dell’80% spese correnti”, circa “il 40% è destinato agli interventi per l’inclusione sociale – il reddito di cittadinanza – il 30% alle misure relative alle pensioni e poco meno del 17% al sostegno degli investimenti delle amministrazioni centrali e quelle locali”. E’ il calcolo che fa la Corte dei Conti in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra.

Bisogna “valutare attentamente gli effetti negativi” dell’ampliamento della flat tax sia “in termini di rinvio della fatturazione, allo scopo di non superare la soglia di legge o, peggio, spingendo all’occultamento tout court delle prestazioni effettuate” sia per gli effetti sul “mercato del lavoro”,  si legge nella relazione della Corte dei Conti sulla manovra in cui si sottolinea che l’ampliamento “può o indurre i nuovi contribuenti e le imprese datoriali a preferire l’assoggettamento a tale regime piuttosto che costituire nuovi rapporti di lavoro dipendente.

La ‘flat tax’ per i prof che fanno ripetizioni private “ha l’evidente scopo di far emergere i compensi conseguiti per lo svolgimento dell’attività didattica in questione, oggi in gran parte occultati. Al riguardo, preme evidenziare come la misura potrebbe avere maggiore efficacia se si accompagnasse all’introduzione di una specifica detrazione dell’imposta a beneficio delle famiglie sulle quali gravano i compensi”,  ha detto il presidente della Corte dei Conti Angelo Buscema in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra, sottolineando che “l’introduzione temporanea di una detrazione potrebbe contribuire all’emersione, sia pure parziale, dei redditi”.