Condono Ischia. De Falco e Nugnes verso l’espulsione. Fattori: “terrorismo psicologico”

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Agenpress Gregorio de Falco e Paola Nugnes  a rischio espulsione dopo che  hanno votato insieme all’opposizione e il governo è andato sotto in commissione sul dl Genova per la prima volta nella storia dell’esecutivo giallo verde.

“De Falco aveva detto ‘torna a bordo!’ (al comandante Schettino nel naufragio della Costa Concordia). Io gli dico: se non ti trovi, torna a casa”, ha detto stamani il sottosegretario M5S Stefano Buffagni fuori da Palazzo Chigi. “De Falco – osserva Buffagni – rimane un genio che si sente troppo genio rispetto al gruppo. Ha votato contro e senza preavviso insieme con Pd e Fi. Noi dobbiamo tenere in piedi i conti del Paese, non quelli della famiglia De Falco”, .

Rivolge invece “unsentito grazie ai colleghi De Falco e Nugnes” che “hanno seguito la loro coerenza, hanno pensato prima al bene dei cittadini e dell’ambiente che agli ordini di scuderia” la senatrice M5S ribelle Elena Fattori, che affida a Facebook un duro j’accuse. Fattori aggiunge un ringraziamento “anche per il coraggio di una scelta non semplice in un clima di terrorismo psicologico lontano da ogni forma di democrazia e condivisione”.

“Sento di buffe esternazioni,  ma credo le sentenze debbano seguire non precedere le accuse. Io non sono affatto dissidente, ma coerente con le idealità del Movimento 5 Stelle”, replica DE Falco.  E sul condono di Ischia “vedo una deviazione rispetto ai principi e ai fondamenti del M5S, che ho sempre rappresentato”. “Non credo che esaminare istanze di condono attraverso una legge ripescata dal passato possa essere una deroga razionale al principio generale del diritto per il quale ‘tempus regit actum'”.

Se quello introdotto dal governo nel dl Genova “non è un condono – rimarca dunque il senatore – dovrebbero spiegare perché si fa riferimento a una legge dell’85”. A chi gli chiede se lascerà il M5S, il capitano De Falco risponde citando il comunicato numero 45 di Beppe Grillo.

“Ogni eletto – rimarca con forza – deve rispondere al programma e alla propria coscienza e ha la libertà di esprimersi in Parlamento senza chiedere il permesso a nessun capobastone. I cittadini si facciano Stato non si sostituiscano ai partiti con un altro partito”.