Giornata europea degli antibiotici 2018: insieme per fermare l’uso non necessario degli antibiotici

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In vista della 11 Giornata europea degli antibiotici la Commissione Europea ha pubblicato i risultati del nuovo studio Eurobarometro sulla conoscenza degli antibiotici presso il pubblico e sulle tendenze globali di uso


Agenpress. Lo studio mostra un’evoluzione positiva nell’uso degli antibiotici: il 32% degli intervistati ha dichiarato di aver assunto antibiotici negli ultimi dodici mesi, rispetto al 40% dell’indagine del 2009. Molti di questi antibiotici sono stati però assunti inutilmente: nel 20% dei casi si sono assunti antibiotici per l’influenza o il raffreddore e il 7% delle persone vi ha fatto ricorso senza prescrizione medica. Il 66% degli intervistati sa che gli antibiotici non servono contro il raffreddore e il 43% è a conoscenza del fatto che non sono efficaci contro i virus. Oltre due terzi delle persone vorrebbero ricevere maggiori informazioni sugli antibiotici.

I risultati dell’indagine Eurobarometro e della relazione del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie saranno presentati a Bruxelles in occasione della conferenza della Giornata europea degli antibiotici 2018 (“L’approccio ‘One Health’ per l’efficacia antibiotica”).

Negli ultimi 15 anni l’UE ha svolto un ruolo di primo piano nella lotta alla resistenza antimicrobica. L’anno scorso è stato adottato un nuovo piano d’azione globale dell’UE sulla resistenza antimicrobica, con il quale la Commissione si è prefissata di combattere la resistenza antimicrobica nelle politiche di salute umana, salute animale e ambiente.

La futura legislazione europea sui medicinali veterinari e i mangimi medicati, che prevede un’ampia gamma di misure concrete per combattere la resistenza antimicrobica e per promuovere un uso prudente e responsabile degli antimicrobici, segnerà una tappa importante. A partire dal 2022 sarà vietato all’interno dell’UE utilizzare gli antimicrobici per promuovere la crescita degli animali, così come ricorrervi in via preventiva attraverso i mangimi medicati e impiegarli in gruppi di animali. Saranno inoltre introdotte restrizioni all’uso metafilattico degli antimicrobici e la possibilità di riservare determinati antimicrobici esclusivamente all’uso umano. Inoltre, per poter esportare i propri prodotti nell’UE, i paesi terzi dovranno rispettare il divieto di impiego degli antimicrobici per la promozione della crescita e le restrizioni sugli antimicrobici riservati all’uso umano. I nuovi regolamenti dell’UE migliorano quindi la protezione dei consumatori europei contro il rischio di diffusione della resistenza antimicrobica riconducibile alle importazioni di animali o di prodotti di origine animale.

La resistenza antimicrobica costituisce un problema serio sia a livello dell’UE che mondiale; per questo la collaborazione a livello internazionale è della massima importanza. L’UE continua a sostenere questa collaborazione e a rafforzare gli orientamenti sulla resistenza antimicrobica presso le organizzazioni internazionali pertinenti (quali l’OMS  e la FAO), oltre a farsi capofila attivo nei lavori del G20.