Sequestro giudiziario. Precisazione di Paola Torlonia, Francesca Torlonia e Giulio Torlonia e Alessandro Poma Murialdo

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Agenpress. Con riferimento alle notizie diffuse nelle ultime ore da quotidiani ed altri organi di stampa, on line e televisivi, in ordine al sequestro giudiziario disposto su beni appartenenti all’asse ereditario del Principe Alessandro Torlonia, i Signori Paola Torlonia, Francesca Torlonia e Giulio Torlonia, nonché il Sig. Alessandro Poma Murialdo – superando la riservatezza cui è da sempre ispirata la vita della loro famiglia – si vedono costretti alle seguenti precisazioni.

In relazione alle vicende riguardanti l’asse ereditario Torlonia menzionate da alcuni organi di stampa, i membri della Famiglia – nelle persone di Paola, Francesca e Giulio Torlonia, insieme ad Alessandro Poma Murialdo – rendono noto che il recente provvedimento di sequestro giudiziario è stato assunto da un giudice monocratico in assenza di contradittorio e che è loro intenzione chiederne la revoca, ritenendolo ingiusto sotto un profilo morale e illegittimo su un piano di diritto.

A tal riguardo i membri della famiglia hanno conferito mandato alla prof. Paola Severino, al prof. Massimo Zaccheo, al prof. Valerio Pescatore e all’avv. Alessandro Turco di esaminare tutti gli aspetti giuridici della vicenda anche con riguardo alle gravi imprecisioni diffuse a mezzo stampa.

I suddetti soggetti evidenziano innanzitutto che non esiste alcun rischio di dispersione del patrimonio artistico della Famiglia Torlonia e che le oltre 620 opere d’arte della collezione Torlonia sono tutte notificate e vincolate e pertanto non esportabili, neanche temporaneamente, senza la preventiva autorizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) come previsto dal Codice Urbani.

La Fondazione Torlonia è un’organizzazione senza scopro di lucro finalizzata allo studio, alla conservazione e al restauro dei beni culturali e ambientali della famiglia Torlonia, istituita dal Principe Alessandro Torlonia nel 2013 e non nel 2017 come erroneamente riportato nelle accuse di Carlo Torlonia.

Sempre coerentemente alle volontà espresse dal Principe Alessandro Torlonia, la Fondazione ha tra i suoi obiettivi primari quello di rendere le opere fruibili dalla collettività.

Per espressa volontà del Principe Alessandro Torlonia, è stato nominato Amministratore della Fondazione il nipote Alessandro Poma Murialdo e alla medesima sono state conferite in comodato e gestione le opere della Collezione Torlonia – che  sono oggi  solo per 1/6 (un sesto) di proprietà di Carlo Torlonia mentre per i restanti 5/6 (cinque sesti) sono di proprietà degli altri Eredi – e l’intero complesso di Villa Torlonia già Albani,  attribuita per testamento a Carlo Torlonia per 1/4 (un quarto).

Secondo la volontà del suo Fondatore, tra gli obiettivi primari della Fondazione Torlonia figura quello di rendere fruibili dalla collettività le opere dalla essa gestite. Nei suoi pochi anni di attività la Fondazione ha infatti già provveduto a finanziare numerosi restauri per una cifra superiore al milione di Euro e a promuovere la fruibilità dei beni in sua gestione anche attraverso un ampliamento delle possibilità di visita di Villa Albani oltre che con i progetti di pubblicazione di cataloghi e libri sulle opere.

Ma la predetta volontà del Principe e della Fondazione trova massima espressione nell’accordo siglato il 15 marzo 2016 con il MIBACT per la valorizzazione della collezione tramite la realizzazione di una mostra curata dal Prof. Settis e dal Prof. Gasparri che sarà inaugurata nell’autunno del 2019 ai Musei Capitolini, prima tappa a cui dovranno seguire ulteriori esposizioni anche in prestigiose sedi internazionali.

Del resto, da sempre la Famiglia e la Fondazione intrattengono rapporti con le principali Istituzionali culturali nazionali e estere allo scopo di promuovere lo studio, la diffusione e la fruizione culturale del proprio patrimonio storico artistico.

Per consentire il perseguimento dei predetti scopi, al finanziamento della Fondazione Torlonia contribuiscono numerose realtà riconducibili alla Famiglia e a sponsor privati tra cui Bulgari che intendono fattivamente contribuire a preservare le opere.

Carlo Torlonia nelle sue dichiarazioni dirette o per mezzo dei suoi avvocati, dimentica che la sua azione giuridica rischia di minare l’effettiva disponibilità delle opere per partecipazione alla Mostra organizzata in accordo con il MIBACT ai Musei Capitolini come prima tappa e altre sedi di gran prestigio anche estere. Dimentica altresì di non essere affatto proprietario di Palazzo Torlonia Giraud e di possedere solo un sesto della Collezione suddetta.

Carlo Torlonia è stato quasi sempre completamente assente agli appuntamenti familiari così come alla vita societaria delle società da lui partecipate e questo suo comportamento ha minato il rapporto con il proprio padre che dopo innumerevoli tentativi di incontro non ha potuto far altro che dispiacersene e tirarne le ovvie conseguenze.

Paola, Francesca e Giulio Torlonia, insieme ad Alessandro Poma Murialdo, precisano che non è mai stata loro intenzione utilizzare nessuna delle opere d’arte in gestione alla Fondazione Torlonia a garanzia del patrimonio di Banca del Fucino o per una sua ricapitalizzazione e le insinuazioni mosse al riguardo da Carlo Torlonia e dai suoi legali riportate dagli organi di stampa non rispondono al vero e sono prive di fondamento anche sotto un profilo giuridico.

Con riguardo a tali insinuazioni i familiari agiranno con fermezza in ogni sede competente anche per tutelare la figura del loro genitore, Principe Alessandro Torlonia.