Rotta (PD). “Lavoro nero? Luigi Di Maio sapeva e fa finta di non sapere”

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Agenpress – “La contraddizione del M5S è che per anni hanno protestato contro l’apposizione della fiducia e adesso è diventata una prassi per il loro governo. La loro presunta diversità non c’è più. D’altra parte questa ipocrisia è presente in ogni loro provvedimento, come quello sui condoni. Ogni provvedimento dice la stessa cosa: non si mantengono le promesse fatte. Quello che mi preoccupa maggiormente è l’inganno che svela la loro vera natura, imbarazzante. Questo è il governo del ministro dell’insicurezza Salvini e del ministro del lavoro nero Di Maio”.

Lo dice Alessia Rotta, vicepresidente dei deputati del PD,  intervenuta ai microfoni di Radio Cusano Campus, riguardo la fiducia alla Camera sul dl sicurezza.

Sul caso legato all’azienda del padre di Luigi Di Maio. “L’azienda non è del padre di Di Maio, è al 50% di Luigi Di Maio –ha dichiarato Rotta-. Il primo fatto denunciato si riferisce a qualche anno fa, gli altri fatti denunciati nel nuovo servizio delle Iene riguardano altri lavoratori e può darsi che questi operai lavorassero quando Luigi Di Maio era già proprietario dell’azienda. Ma al netto della questione temporale, il punto è: c’è una condanna che corrisponda ai fatti da parte del ministro Di Maio nei suoi confronti? Lui è il ministro dei condoni e del lavoro in nero. Del resto Di Maio la scorsa settimana ha dichiarato candidamente che sta stampando 6 milioni di tessere per il reddito di cittadinanza. Stiamo parlando di un ministro irresponsabile. E’ possibile mai che ci sia un provvedimento nei confronti dell’azienda di suo padre, di cui lui è comproprietario, che lui ignori completamente? Non può ignorare che nella sua azienda ci siano irregolarità. Se a un cittadino comune arriva una lettera a casa da parte dell’agenzia delle entrate, lo saprebbe oppure no? Se non lo so e sono un imprenditore vuol dire che sono uno spiantato, per non dire uno sprovveduto e allora non devo certo fare il ministro del lavoro e dello sviluppo economico. Se lo so, fingo di non saperlo. A quale bugia si appellerà questa volta il ministro del lavoro nero. Qui non è la colpa dei padri sui figli, il punto è la responsabilità che Luigi Di Maio deve prendere di fronte a fatti che attengono direttamente lui e la sua azienda”.

 Di Maio dovrebbe dare le dimissioni? “Politicamente uno valuta che hanno chiesto la testa di tutti i ministri del precedente governo per molto meno –ha affermato Rotta-. E’ successo che altri ministri si dimisero per molto meno, penso ad esempio a Josefa Idem. Chi ha dichiarato onestà e trasparenza con che coraggio ancora parla e balbetta rispetto al fatto del lavoro in nero? Quando invierà gli ispettori del lavoro nella sua azienda… Non parliamo del conflitto d’interessi degli ispettori del lavoro che dipendono dal suo ministero”.