Sen. Bellanova (PD): “L’effetto Di Maio è un disastro annunciato”

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Agenpress. “Nel luglio 2018 il Ministro Di Maio affermava di aver abolito, per legge, la precarietà. Pochi mesi dopo Di Maio &company brindavano sul balcone di Palazzo Chigi perché avevano abolito la povertà. Ieri l’Istat dice che in Italia cresce la disoccupazione, cala la fiducia di imprese e consumatori, dopo tre anni smette di crescere anche il prodotto interno lordo. Morale della favola: la precarietà aumenta, la disoccupazione e l’incertezza anche, la povertà non è per niente stata abolita. L’effetto Di Maio è un disastro annunciato.

In campagna elettorale Di Maio e i 5Stelle affermavano di poter, entro tre settimane, approvare un decreto per il reddito di cittadinanza. Pronti anche i conteggi: una persona singola avrebbe ricevuto un reddito di 780 euro al mese; in una famiglia composta da 2 genitori con 2 figli minorenni sarebbero arrivati spettano 1.638 euro al mese, in  una famiglia composta da 1 genitore e da 1 figlio minorenne 1.014 euro al mese.

Ieri di Maio, dopo aver dichiarato – e poi ritrattato – di aver dato il via libera alla tipografia per stampare 5-6milioni di tessere non si capisce bene per cosa e a chi, informa che l’importo medio mensile di reddito e pensione di cittadinanza per nucleo familiare sarà di circa 500 euro al mese.

Allo stato degli atti il reddito di cittadinanza è la prima misura la cui natura è esclusivamente orale e cangiante: di scritto non c’è nulla, se ne parla solo nei talk show e sempre in versioni differenti. Doveva essere una misura contro la povertà, è diventata una misura di politica attiva per il lavoro adesso in abbinamento con quota100. La verità è che non servirà a contrastare la povertà assoluta e le fragilità sociali ed economiche e non servirà nemmeno a favorire l’occupazione. La confusione regna sovrana anche su quota 100.

L’ottimismo di Palazzo Chigi sembra però non conoscere limiti. Basteranno soli due mesi ai Centri per l’impiego per essere efficienti ed efficaci: sufficiente un click. Così dice Di Maio, che non smette di sorprenderci per il devastante mix di arroganza, incompetenza e assoluto cinismo sulle pelle del Paese e delle persone più fragili.
Così come non sapeva che nella sua impresa i lavoratori erano in nero, allo stesso modo non vede o non vuole vedere che il Paese è sull’orlo del baratro: un baratro che lui prepara quotidianamente”.