Tav. Boccia. La nostra pazienza è quasi al limite. Manovra “debolissima sulla crescita”

326
Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria

Agenpress – “La politica è una cosa troppo importante per lasciarla solo ai  politici. Noi stiamo facendo proposte di politica economica  per evitare danni al Paese. Lo stiamo facendo con una logica  di rispetto delle istituzioni, certo che se qualche ministro quando gli facciamo una proposta ci chiede una mail, ci  costringe a fare operazioni come questa di Torino. Il problema evidentemente non siamo noi”.

Lo ha detto il presidente di Confindustria,  Vincenzo Boccia, a margine dell’iniziativa  ‘Infrastrutture per lo sviluppo. Tav, l’Italia in Europa’ a Torino “una città simbolo. Siamo qui con 12 associazioni, compresa la nostra, che sono rappresentanti di agricoltori, artigiani, commercianti, esercenti, cooperative, industria, di oltre 3 milioni di imprese e il 65% del Pil” con oltre 13 milioni di dipendenti.

“Il messaggio è chiaro, sì alla Tav Torino-Lione, sì alle infrastrutture, sì alla crescita, perché le infrastrutture sono un’idea di società, includono, e sono un’idea di visione del Paese,  centrale tra Europa e Mediterraneo, aperta a Est e a Ovest”.

Tremila imprenditori sono arrivati da tutta Italia alle Ogr, le ex Grandi Officine Riparazioni di Torino, dove si riparavano i treni dalla metà dell’800, per la manifestazione organizzata per sollecitare il rilancio delle infrastrutture a partire dalla Torino-Lione.

Sono presenti i presidenti nazionali di Confindustria, Casartigiani, Ance, Confapi, Confesercenti, Confagricoltura, Legacoop, Confartigianato, Confcooperative, Confcommercio, Cna e Agci. Una iniziativa, quella di oggi, alla quale i No Tav hanno già replicato: gli imprenditori difendono solo una ricca commessa. Intanto, la Commissione europea ha deciso di aumentare i finanziamenti in arrivo per la Torino-Lione e il tunnel del Brennero di circa 1,1 miliardi di euro. E abbasserà la quota residua che l’Italia deve ancora stanziare da 1,2 miliardi a 366 milioni di euro.

“Se siamo qui significa che siamo a un punto quasi limite di pazienza, per mettere insieme 12 associazioni tra cui alcune concorrenti tra loro. Se siamo qui tra artigiani, commercianti, cooperative, industriali, qualcuno si dovrebbe chiedere perché” ha aggiunto Boccia.

“Questa manovra è molto concentrata sui fini del contratto di governo e ha poco in termini di crescita, se poi aggiungiamo l’ansia dei cantieri Lione-Torino e il depontenziamento di alcuni strumenti, collegato al rallentamento dell’economia globale, al rallentamento della Germania e ai nostri dati, ci dovrebbero far comprendere che il Paese non ha bisogno di una  manovra cosiddetta espansiva ma anticiclica” ha concluso il presidente di Confindustria, ribadendo che questa manovra “è debolissima sulla crescita”.