Di Maio. Metto in liquidazione l’azienda. Al padre notificate 33 cartelle esattoriali per un debito di 176.226,83 euro

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Agenpress – Ieri il video del padre Antonio che  chiedeva scusa per gli “errori” commessi nella gestione della sua azienda, e che il figlio Luigi non fosse responsabili, anzi non era a conoscenza di nulla, oggi, il vicepremier e Ministro del Lavoro, in una intervista al Fatto Quotidiano annuncia di voler mettere in liquidazione l’azienda,  che la madre gli aveva ceduto.

“L’attività imprenditoriale della Srl è cessata da oltre un anno e oggi la stessa verrà posta in liquidazione. Poiché ho già dichiarato di non essermi mai occupato di fatti di gestione, di essere stato operaio della ditta di mia madre per soli 4 mesi, e di aver aperto il cancello del deposito di mio padre qualche volta e niente più, non potendomi ora occupare del controllo di legalità e della revisione contabile postumi delle aziende di famiglia, io direi di finirla qui perché devo occuparmi dei problemi del Paese”.

In merito alle cartelle esattoriali di Equitalia, “a mia precisa domanda, mio padre ha risposto che non aderirà alla rottamazione” prevista dalla pace fiscale, e che “non ha aderito alla rottamazione prevista nel 2015/2016”, dichiara Di Maio che assicura che il padre non aderirà alla pace fiscale, al quale sono state notificate 33 cartelle esattoriali per un debito totale di 176.226,83 euro.  È stato proprio il genitore ad assicurarglielo. Il quotidiano però spiega che alcune cartelle, quelle inferiori a 1000 euro, si estingueranno lo stesso.

“Non so se alcune cartelle si estingueranno (quelle sotto i mille euro), ma resta il fatto che su un debito di circa 180.000 euro questo non migliorerebbe in maniera significativa la situazione di mio padre”. Di Maio assicura che nel 2014, quando ha deciso di occuparsi della ditta di famiglia, non sapeva “assolutamente” del debito di suo padre con Equitalia. “Mio padre l’ha tenuto nascosto a noi figli. E questo lo ha già detto”. In merito all’esistenza di debiti della madre, Paolina Esposito, con l’Agenzia delle Entrate quando gli ha ceduto l’azienda, “non lo so, se ne è occupato il commercialista. Io all’epoca ho solo accettato la donazione di mia madre.  L’attività imprenditoriale della Srl è cessata da oltre un anno e la stessa sarà posta in liquidazione (..) non potendomi ora occupare del controllo di legalità e della revisione contabile postumi delle aziende di famiglia, io direi di finirla qui perché devo occuparmi dei problemi del Paese”.