Roma. Raffaele Marra, ex braccio destro di Raggi, condannato a 3 anni e mezzo per corruzione

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Agenpress – Il Tribunale di Roma ha condannato a 3 anni e sei mesi Raffaele Marra, ex capo del personale del comune di Roma, nell’ambito del processo che lo vedeva accusato di corruzione.

Ufficiale della guardia di finanza fino al 2006 e successivamente funzionario pubblico, era stato arrestato due anni fa per aver intascato una tangente, utilizzata poi per comprare un appartamento.

I giudici hanno disposto anche un risarcimento di 100mila euro in favore di Roma Capitale e hanno dichiarato estinto il rapporto con la pubblica amministrazione e la confisca dell’appartamento in zona Prati Fiscali al centro della vicenda.

Marra – secondo le accuse – avrebbe ricevuto benefici ingenti dal costruttore. Fino al pagamento nel 2013 di oltre367 mila euro, con due assegni, per un appartamento Enasarco acquistato in via Prati Fiscali 258, e intestato a Chiara Perico, la moglie di Marra, attualmente residente a Malta con i figli.
“Quella era una tangente”, secondo i pubblici ministeri, un prestito secondo la difesa di Marra, entrambe le cose per Scarpellini, che in sede di interrogatorio ha ammesso di aver pagato per non scontentare il potente funzionario del Comune. Marra, assistito dall’avvocato Francesco Scacchi, a distanza di 4 anni, a processo avviato e quindi con una tempistica sospetta secondo l’accusa, ha restituito i soldi a Scarpellini, 367mila euro che per la procura sono una ‘mazzetta’ e che per la difesa sarebbero invece un prestito tra amici.

Nel 2009 c’era poi stato un altro “regalo” del costruttore a Marra: un appartamento in zona Eur, ottenuto con uno sconto di mezzo milione di euro.

Quella che è stata ritenuta dai  giudici una tangente, per la difesa di Marra sarebbe stato invece un prestito. Secondo Scarpellini, entrambe le cose: in sede di interrogatorio l’immobiliarista,  aveva ammesso di aver pagato per non scontentare il potente funzionario del Comune.