Istat: la classifica delle regioni e città più care d’Italia

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Agenpress. L’Istat non conferma i dati preliminari dell’inflazione di novembre, che sale all’1,6% su base annua, dal +1,7% precedente.

“Una buona notizia che su base annua l’inflazione non sia risalita rispetto al mese ottobre, come invece risultava dalla stima preliminare, anche perché non dipendeva da una ripresa della domanda interna ma era prevalentemente importata, collegata ai beni energetici” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +1,6% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 510 euro, 196 euro per abitazione, acqua ed elettricità, 186 per i trasporti” prosegue Dona.

“Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 481 euro su base annua, 191 per l’abitazione, 172 per i trasporti, mentre per una famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 397 euro in più nei dodici mesi, 207 per i beni ad alta frequenza, 63 euro per il carrello della spesa, 179 per l’abitazione, 122 per i trasporti” conclude Dona.

Rese noti oggi, invece, i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle regioni (cfr tabella n. 1) e delle città (cfr. tabella n. 2) più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.

Secondo lo studio dell’associazione di consumatori (cfr. tabella n. 1), in testa alla classifica delle regioni più costose in termini di rincari, ancora una volta, il Trentino Alto Adige, che registra, per una famiglia tipo, una batosta pari a 538 euro su base annua. Segue l’Emilia Romagna, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,8% implica un’impennata del costo della vita pari a 490 euro, terza la Lombardia, dove l’inflazione dell’1,6% determina una spesa annua supplementare di 456 euro.

La Basilicata si conferma la regione meno cara, con un’inflazione dell’1% che si traduce in un rincaro di 203 euro.

In testa alla graduatoria dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (cfr. tabella n. 2) in termini di maggior spesa, si confermano Bolzano che, pur non avendo l’inflazione più alta, +2,1%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia tipo, a 698 euro su base annua. Al secondo posto, Reggio Emilia dove il rialzo dei prezzi del 2,4%, il record per le città capoluogo o con più di 150 mila abitanti, determina un aumento del costo della vita, per la famiglia media, pari a 673 euro, terza Bologna, dove l’inflazione del 2,3% comporta un aggravio annuo di spesa di 649 euro.

Tabella n. 1: Classifica delle regioni più care, in termini di spesa aggiuntiva annua (in ordine decrescente di spesa)

N Regioni Rincaro annuo per la famiglia tipo (*) Inflazione
1 Trentino Alto Adige 538 1,9
2 Emilia-Romagna 490 1,8
3 Lombardia 456 1,6
4 Liguria 421 1,9
5 Friuli-Venezia Giulia 406 1,7
6 Toscana 390 1,5
7 Veneto 357 1,4
8 Lazio 347 1,5
9 Piemonte 332 1,3
10 Marche 313 1,5
11 Sicilia 299 1,6
12 Valle d’Aosta 291 1,1
13 Puglia 279 1,4
14 Sardegna 262 1,4
15 Campania 260 1,3
16 Abruzzo 253 1,3
17 Calabria 233 1,3
18 Umbria 216 1
19 Basilicata 203 1

(*) famiglia media da 2,4 componenti

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat

Tabella n. 2: Podio delle città più care (capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti), in termini di spesa aggiuntiva annua (in ordine decrescente di spesa)

N Città Rincaro annuo per la famiglia tipo (*) Inflazione
1 Bolzano 698 2,1
2 Reggio Emilia 673 2,4
3 Bologna 649 2,3

(*) famiglia media da 2,4 componenti

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat

 

Tabella n. 3: spesa aggiuntiva annua per tipologia familiare e divisioni di spesa (valori in euro)

DIVISIONI DI SPESA Famiglia media Istat

(Rincaro annuo)

Coppia

con 2 figli

(Rincaro annuo)

Coppia

con 1 figlo

(Rincaro annuo)

Inflazione
Prodotti alimentari e bevande analcoliche 49,37 66,41 58,31 0,9
Bevande alcoliche e tabacchi 18,44 22,98 22,00 3,4
Abbigliamento e calzature 2,86 4,67 3,66 0,2
Abitazione, acqua, elettricità e combustibili 179,41 195,87 190,55 4,8
Mobili, articoli e servizi per la casa 1,32 1,43 1,55 0,1
Servizi sanitari e spese per la salute 0,00 0,00 0,00 0
Trasporti 122,00 185,53 172,28 3,5
Comunicazioni -43,56 -57,49 -52,94 -5,7
Ricreazione, spettacoli e cultura -7,78 -11,95 -9,71 -0,5
Istruzione 0,19 0,48 0,28 0,1
Servizi ricettivi e di ristorazione 20,37 30,85 26,65 1,3
Altri beni e servizi 54,30 71,43 67,97 2,5
Rincaro TOTALE (*) 396,93 510,21 480,60 1,6
Rincaro prodotti ALTA FREQUENZA (*) 207 273 254 1,9
Rincaro CARRELLO DELLA SPESA (*) 63 83 75 0,9

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat

(*) Totali arrotondati