Mirabelli (PD): il Pd deve costruire l’alternativa e spiegare agli elettori cosa sono M5s e Lega

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Agenpress. “Il PD è l’unica forza organizzata nel Paese che oggi può costruire l’alternativa. Questa è una responsabilità che abbiamo nei confronti del Paese. Il congresso va vissuto, quindi, come l’occasione in cui una forza politica si presenta ai cittadini dando l’idea di pensare ai loro problemi e non ai posizionamenti interni, con soluzioni diverse che si confrontano e dando un’idea di futuro e di Paese – in cui inserire tante proposte concrete – che oggi ancora il centrosinistra non è riuscito a comunicare dopo la crisi.

Per questo dobbiamo fare un congresso in cui discutere del merito delle questioni, in cui chiarire qual è la proposta politica che portiamo avanti e, il giorno dopo il congresso, chiunque sarà il vincitore, rappresenterà tutti, dentro ad un meccanismo in cui il pluralismo si governa lasciando spazio a tutti. Il congresso non può essere una guerra. Ci sono sicuramente idee diverse. C’è chi pensa che sia giusto proseguire su una strada e chi pensa che bisogna introdurre elementi di discontinuità. Ci confronteremo, però, dobbiamo dare al Paese l’idea che siamo consapevoli del fatto che facciamo un congresso per mettere in campo una forza politica in grado di organizzare e costruire – insieme ad altri – l’alternativa a questo Governo”. Lo ha detto Franco Mirabelli, Vicepresidente dei senatori PD, intervenendo ad un incontro al Circolo del Partito Democratico di Niguarda, periferia Nord di Milano.

“Si continuano a sentire racconti un po’ caricaturali rispetto al rapporto con M5S e a possibili alleanze. In realtà, il Governo che abbiamo davanti mostra chiaramente una cosa: M5S e Lega su alcune questioni non sono diversi, perseguono lo stesso disegno politico che noi dobbiamo contrastare fortemente. – ha spiegato Mirabelli – Il disegno politico di M5S e Lega ci vuole portare in una democrazia molto diversa da quella che avevano pensato i nostri padri costruenti e più simile a quella di Orban e Putin, o a quella che vorrebbe Trump, in cui tutto si gioca nel rapporto diretto tra chi vince le elezioni e i cittadini; gli organi di garanzia e le agenzie terze (magistratura, Presidente della Repubblica, Istat, Censis, Inps) diventano un problema e un fastidio e quindi si attaccano; in cui viene vissuto con fastidio tutto ciò che è patrimonio comune di maggioranza e opposizione, che dovrebbe essere patrimonio di tutti i cittadini e non solo di chi vince; si mettono in discussione una serie di principi fondamentali per il Paese.  Siamo dentro ad un sistema che cerca di dire che chi ha vinto le elezioni ha un rapporto diretto con i cittadini, perché rappresenta tutto il popolo e in nome di questo pensa di poter fare ciò che vuole, in quanto coinciderebbe con ciò che vuole il popolo. Tutto ciò che si frappone, viene visto come qualcosa che rema contro e in qualche modo va marginalizzato e sminuito. Su questo, Lega e M5S hanno la stessa idea”.

“Il Decreto Sicurezza di Salvini, ad esempio, non risponde ai problemi veri dei cittadini ma dice loro che in cambio di una sicurezza generica (che in realtà non c’è) si deve essere disposti a rinunciare a un po’ di libertà e a un po’ di diritti. – ha proseguito Mirabelli – Il Decreto Spazzacorrotti, che è la bandiera di M5S, dà il messaggio che se si vuole combattere la corruzione si può anche rinunciare a qualche garanzia per i processi (si tolgono le pene alternative che hanno gli omicidi), ma non si mettono norme per contrastare davvero la corruzione. L’idea dello scambio tra quello che i cittadini vogliono e la rinuncia a diritti, garanzie e libertà è radicata sia in M5S che nella Lega. Dobbiamo saperlo. Una cosa diversa, invece, è il rapporto con gli elettori che hanno votato M5S e Lega e a cui dobbiamo spiegare che hanno votato partiti che pensano questo”.